Vinci da sola la paura dell’acqua 

Quando ti spingi dove non tocchi senti arrivare il panico. Ecco quattro tecniche per superare l'ansia e goderti i giorni di mare

di Laura D'Orsi  - 01 Giugno 2005

C' è chi va in spiaggia e non si azzarda a mettere piede in acqua. Chi si immerge vincendo mille resistenze, ma solo dove si tocca. E chi è talmente in ansia da non riuscire a salire su un'imbarcazione, anche se grande e sicura. Il problema nasce spesso da un primo approccio traumatico con l'acqua: una caduta accidentale in mare, un tuffo forzato dai genitori, ma anche il getto improvviso della doccia sul viso. «La paura dell'acqua è diffusissima e ha molte sfumature. Se è una vera fobia conviene rivolgersi a uno psicoterapeuta. Ma se si tratta, come nella maggior parte dei casi, di un leggero disagio, si può fare molto anche da soli» precisa Simona Verna che è psicologa e istruttrice di nuoto. E che organizza corsi per superare questa fobia. Ecco quattro tecniche da usare subito.

>>Fare un passo alla volta

Oggi si entra in acqua fino al ginocchio, domani fino alla vita e così via. «Procedere per gradi, ponendosi obiettivi raggiungibili permette di acquisire  più sicurezza in se stessi» spiega l'esperta.

>>Trovare una spiegazione razionale a tutto quello che succede

Di fronte a una paura immotivata, l'unica arma vincente per affrontarla è ricorrere al ragionamento logico. Per esempio: pensa che è normale sentire che, immergendoti anche solo con i piedi, l'equilibrio venga meno. Quando vai dove non tocchi, invece, rifletti sul fatto che sei capace di nuotare indipendentemente dalla profondità.

>>Tenere sotto controllo l'angoscia con un esercizio di respirazione

Per rilassarti, prima di entrare in acqua, mettiti sdraiata o seduta e svuota l'aria che hai nei polmoni, inspira dolcemente, contando fino a tre. Poi espira piano, contando ancora fino a tre. Prosegui per cinque minuti.

>>Smontare le convinzioni sbagliate

Dopo una giornata sulla spiaggia, a casa fai questo esercizio per abituarti a pensare positivo. «Basta concentrarsi sulle sensazioni che si provano e trascriverle in un diario» consiglia la dottoressa Verna. Quelle negative, come «mi sembra di soffocare» o «voglio uscire al più presto», vanno ribaltate con altrettante affermazioni positive: «l'acqua mi rinfresca» oppure «mi fa bene alla circolazione».

È molto utile, comunque, affidarsi a un corso specifico in piscina, in cui si insegnano altre tecniche. Può essere sufficiente rivolgersi alle sezioni regionali della Federazione italiana nuoto (www.federnuoto.it), i cui istruttori sono preparati per tenere corsi anche agli adulti alle prime armi.

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