Voglio i suoi muscoli 

Te la ricordi sull'Isola? Elena è così tonica anche a casa. Non rema sulle zattere ma fa gli addominali. Pochi, lenti, giusti

di Barbara Rachetti  - 06 Marzo 2006

L'isola dei naufraghi più famosa dopo quella di Robinson Crusoe era una palestra a cielo aperto. Tutto il giorno a spaccare, spostare, nuotare. Facile tornare alla civiltà più in forma che mai. Così è successo anche a Elena, la più bella tra le belle. Che ha perso sette chili in due mesi di campeggio nei Caraibi. «Non avevo mai avuto una pancia così asciutta» ammette Elena. «E il bello è che non dovevo neanche fare gli addominali, come a casa». Certo, perché a Milano, dove abita, è una frequentatrice abituale della palestra. «Ci vado tre volte alla settimana, sennò come farei a restare così?» rivela.

Prima asciughi

Il suo segreto è l'abbinamento dell'attività aerobica alla lezione di gag. «Per avere l'addome piatto non occorre sfinirsi di esercizi» spiega Elena Buscone, personal trainer della palestra Down Town, dove si allena Elena. «Se la pancia è sporgente, vuol dire che sui muscoli rilassati si è accumulato del grasso. Accanirsi sui soliti addominali non fa altro che spingerla più in fuori. Prima bisogna dimagrire un po'». Proprio come ha fatto (senza volerlo) Elena. Ma non occorre affamarsi sull'isola per buttare giù la ciccia. Basta mezz'ora di bike o step (quello che fa l'ex naufraga nel club). «Gesti che richiedono molto ossigeno» spiega l'esperta. «Il battito si alza e, se si mantiene per mezz'ora tra il 75 e l'85 per cento della frequenza cardiaca massima, si perdono due chili al mese».

Dopo tonifichi

È a questo punto che si comincia con gli addominali. «Li odio. Gli unici che sopporto sono i crunch, quelli del corso di gag» dice Elena. E sono proprio i migliori. «In questa lezione i movimenti sono lenti» spiega la trainer. «C'è un momento preciso, durante lo sforzo, in cui bisogna fermarsi e "sentire" la pancia che si contrae». Provateci. Schiena a terra, piedi sollevati con le ginocchia a 90  gradi, alzate testa e spalle con i gomiti aperti. Bloccatevi per 20 secondi quando lo sguardo colpisce dritto a metà coscia». E ricordatevi: meglio pochi, ma lenti, che tanti veloci.

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