A piedi nudi, è meglio 

Butta via le scarpe. Correre scalza
è un piacere che si trasforma in benessere. Perché tonifica i muscoli dimenticati e protegge dal mal di schiena

di Barbara Rachetti  - 26 Maggio 2005

Quest'estate, liberarsi delle scarpe invernali e correre a piedi nudi sulla spiaggia sarà ancora più bello. Perché c'è una novità. Oltre a farvi stare bene, vi  allena e rinforza. «Il piede è lo strumento più grande di percezione, perché è ricchissimo di terminazioni nervose. Ne ha oltre 1.700, che lo mettono in contatto con il suolo» spiega Nicola Maffulli, docente di chirurgia traumatologica e ortopedica all'Università di Keele, in Gran Bretagna. Camminare sulla sabbia o su un prato è una sferzata per il sistema nervoso. E una doccia di benessere per tutto il corpo.

>>Sciogli le inibizioni
«Chi fa poco sport e sta a lungo seduto concentra l'energia al centro, nell'addome. Fateci caso, in genere ha i piedi freddi» spiega Lisetta Landoni, docente dell'Accademia di Kriya yoga di Milano. «Muoversi in libertà, invece, ridistribuisce in modo equilibrato la circolazione anche nella periferia del corpo». Senza volerlo, si allenano muscoli dimenticati, ma non per questo inutili. Anzi, fondamentali per far funzionare bene i piedi. «Gli ultimi studi biomeccanici hanno dimostrato che, costretti nelle scarpe, i "muscoli intrinseci", cioè quelli che fanno muovere le piccole ossa, sono inibiti» dice il professor Maffulli. «I piedi funzionano a metà nell'ammortizzare l'impatto sia durante il normale cammino sia nella corsa e nei salti».

>>Dai forza alle gambe

«Se queste parti sono sottoutilizzate, i microtraumi che potrebbero assorbire vengono invece trasmessi al resto del corpo lungo le catene muscolari che dalle gambe arrivano fino al collo. Scatenando dolori alla schiena e aumentando il rischio di distorsioni» prosegue il professor Maffulli.

Basterebbe poco per allenarli: abituarsi a camminare di più senza scarpe. «È provato che abituarsi a muoversi scalzi migliora la potenza delle gambe, fa correre di più e aumenta la velocità del salto» afferma Maffulli. Lo dimostra la danza. «La forza della ballerina nasce da un buon baricentro, quindi da una base d'appoggio solida e sicura» spiega Laura Biffi, insegnante di danza. «Più ampio è l'ancoraggio a terra, maggiore è l'equilibrio. E più leggiadri i salti. Perché c'è differenza tra un jeté (proprio il salto) che parte dalla mezza punta e uno che si sviluppa dall'appoggio di tutta la pianta».

Ma avere un appoggio sicuro migliora anche i tempi di reazione. «Provate a stare ferme in piedi e guardate in basso. Vedrete delle microoscillazioni delle dita, che servono a correggere l'equilibrio di tutto il corpo» dice Viviana Ghizzardi, personal trainer. «Prenderne coscienza aumenta la padronanza di sé. Che poi vuole dire essere più precisi, veloci e sicuri in tutti i movimenti».

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