Abbronzata tutto l'anno 

Alle italiane la tintarella piace sempre, da gennaio a dicembre. Ma alla pelle farà bene? Ecco tutte le soluzioni facili e sicure per avere un colorito dorato. Con e senza sole

di Laura D'Orsi  - 25 Gennaio 2006

Alle italiane la tintarella piace sempre, da gennaio a dicembre. Ma alla pelle farà bene? Ecco tutte le soluzioni facili e sicure per avere un colorito dorato. Con e senza sole

Con le terre

Mentre le dive d’oltreoceano, come l’eterea Nicole Kidman o la diafana Scarlett Johansson, vantano carnagioni pallide, da noi il mito dell’abbronzatura sembra non tramontare mai. «Anche d’inverno, alle donne italiane piace sfoggiare un colorito bronzeo. Si vedono più belle e ritengono che l’abbronzatura dia un aspetto sano al viso» conferma Antonino Di Pietro, presidente dell’Isplad, società italiana di dermatologia estetica. Se sei anche tu una patita della tintarella, vera o finta che sia, ecco i consigli per non fare errori.

Quali sono
«Le terre abbronzanti moderne sono prodotti di ottima qualità, che danno alla pelle un aspetto ambrato molto naturale» dice Antonella Antonini, docente di cosmetologia all’Università di Ferrara. «Si tratta di polveri compatte che, a differenza di una volta, contengono agenti idratanti per non seccare la cute e, in alcuni casi, particelle di madreperla per accentuare la luminosità. In alternativa, per avere un’idratazione ancora più rinforzata, si possono usare i fondotinta scuri o le creme colorate. Attenzione, però, a queste ultime: non hanno mai un effetto coprente, quindi non possono nascondere le imperfezioni».

Come si usano d’inverno
«Per dare un risultato verosimile, la terra deve essere di due toni più scura della carnagione. E con una sfumatura dorata, per imitare meglio l’abbronzatura presa sulla neve» spiega Daniele Renica Noè, truccatore di sfilate. Prima di applicarla, idrata il viso con la crema da giorno e metti della cipria trasparente. «Così, il colore sarà più uniforme» dice il truccatore. Stendi la terra usando un pennellone morbido, non il piumino altrimenti rischi di ottenere una tinta a chiazze. Vai dal centro del viso verso l’esterno, facendo attenzione a distribuire la terra con movimenti circolari e leggeri. Se vuoi, puoi fare a meno di scurire il collo: sembrerà che tu abbia preso il sole con la sciarpa, proprio come si fa in montagna.

Con gli autoabbronzanti

Quali sono
In crema, emulsione, spray, gel e perfino salviette: ormai, quando si vuole un autoabbronzante non c’è che l’imbarazzo della scelta. «Anche in questo campo, i prodotti hanno avuto una forte evoluzione. E ben difficilmente danno risultati innaturali, con macchie un po’ ovunque e un colorito aranciato o giallastro» dice la dottoressa Antonini. «Non solo: anche l’odore un po’ acido caratteristico del DHA, ossia la sostanza che tutti gli autoabbronzanti contengono e che è responsabile della colorazione scura della pelle, si avverte molto meno. Infatti, sono state studiate delle formule particolari, con profumazioni in grado di coprire questo aroma».

Come si usano
d’inverno Prima di stendere l’autoabbronzante fai uno scrub leggero, in modo da eliminare le cellule morte superficiali. In questo modo, ti assicurerai un risultato più duraturo, perché l’autoabbronzante agisce ossidando, e quindi scurendo, gli strati più superficiali della pelle. Ricorda che, anche se il consiglio è sempre valido, in questa stagione diventa fondamentale. Perché lo smog sospeso nell’aria penetra nei pori. E, se non si elimina bene, può rendere il colore poco omogeneo. Subito dopo, stendi un fluido idratante. Aspetta dieci minuti, il tempo necessario perché sia ben assorbito, e applica il prodotto colorante. Parti sempre dal centro delle guance e tiralo verso il contorno degli occhi, le orecchie e il mento. Poi passa alla fronte ma evita di sfumare l’autoabbronzante sulle radici dei capelli, soprattutto se sono biondi o bianchi, perché possono assumere una colorazione giallo-marrone. Inizia sempre con pochissimo prodotto così, dopo un paio d’ore, puoi valutare il risultato e, se serve, procedere con una seconda passata. Per mantenere il colore ottenuto, idrata molto la pelle. E riapplica l’autoabbronzante una volta alla settimana.

Donna moderna consiglia

Per enfatizzare l’abbronzatura, vera o finta, aggiungi un tocco d’oro all’ombretto e scegli un rossetto lucidissimo dalla sfumatura rosata.

Con i solari

Quali sono
«Per vari motivi, i solari da usare in inverno non sono gli stessi dell’estate» spiega il professor Di Pietro. «Tanto per cominciare, l’intensità dei raggi solari aumenta del 13 per cento ogni 1.000 metri d’altitudine. In più, il riflesso della neve la fa salire fino all’80 per cento. Ecco perché ci si può scottare anche se il sole è coperto dalle nuvole. La nebbia, inoltre, è particolarmente insidiosa, perché i raggi Uv vengono riflessi dalle minuscole particelle d’acqua che la compongono. E, ancora, più fa freddo più la pelle si disidrata». Insomma, d’inverno è fondamentale scegliere il solare giusto. «Meglio orientarsi su creme dense, perché difendono dal freddo. E con fattori di protezione alti, almeno SPF 20, per prevenire ogni problema di quota e di riflessione» raccomanda la cosmetologa Antonini. «I solari indicati per la montagna di solito contengono filtri chimici e fisici insieme. Ma non si deve più temere l’effetto patina bianca: l’ossido di zinco, che è la sostanza barriera più usata, viene oggi micronizzata e resta invisibile sulla pelle».

Come si usano d’inverno
Anche quando si è sulla neve, il solare va applicato ogni due ore, ricordandosi di stenderlo sulle palpebre e sulle orecchie. Quando si tolgono berretto e occhiali da sci, infatti, queste zone rimangono esposte. Per le labbra, poi, scegli uno stick specifico: di solito sono senza acqua e con fattori di protezione alti o a schermo totale.

Ma quanto sole si può prendere d’inverno senza rischiare danni per la pelle? Sicuramente di più che in estate, perché è basso sull’orizzonte e i suoi raggi, quindi, sono meno potenti. E poi, non bisogna credere che il sole sia sempre un nemico. «Se ci si protegge nel modo giusto, può arrecare vari benefici» spiega Antonino Di Pietro. «Per esempio, accelera il ricambio delle cellule. Quindi, aiuta ad avere un colorito più luminoso, soprattutto dopo i 40 anni, quando l’epidermide, per rinnovarsi, impiega di più. Poi, fa bene a chi ha la pelle sensibile perché i raggi regolano le difese cutanee e le rendono meno reattive. Significa che il viso si arrosserà meno e avrà anche un aspetto meno delicato. E ancora, la pelle secca, al contrario di quanto possa sembrare, spesso trae giovamento dal sole, che stimola la produzione di sebo, nutrendola. Infine, gli infrarossi provocano vasodilatazione e, quindi, aumentano l’ossigenazione e la vitalità dei tessuti».

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