Allergia o intolleranza ?  

Se ne parla molto, ma spesso i due termini sono usati in modo inappropriato o confusi tra loro. Senza contare che, inoltre, le due sintomatologie hanno cause e cure diverse.

 - 02 Dicembre 2008

Entrambe legate all'ingestione di cibi (e  indicate come nausea, diarrea, vomito, disturbi polmonari, riniti, eruzione cutanea, orticaria), sono, invece, reazioni avverse agli alimenti ben distinte le une dalle altre.

Le allergie coinvolgono la risposta del sistema immunitario, volta ad eliminare proteine « estranee » (gli allergeni) al nostro organismo attraverso la produzione di anticorpi, per esempio le immuno-globuline del siero, che inattivano la sostanza allergenica.

L'intolleranza alimentare, al contrario, non coinvolge generalmente il sistema immunitario e in nessun caso si verifica la produzione di anticorpi : la si puo' definire l'incapacità permanente o transitoria  a utilizzare certi nutrienti.

Si stima che il 2% degli adulti e dal  2 all' 8% dei bambini presentino reazioni allergiche a certi alimenti che si manifestano in brevissimo tempo (calcolato in minuti e al massimo 2 ore) anche in presenza di quantità minime di allergeni, quello che si definisce « effetto soglia di reazione ». Nelle intolleranze invece c'è  un effetto dose/risposta, cioè la manifestazione morbosa è proporzionale alla quantità di cibo ingerito e all'accumulo di sostanze sospette (offending food).

Si possono anche sviluppare severe reazioni allergiche quali lo schock anafilattico che coinvolge stati ipotensivi, problemi respiratori e del tratto gastro-intestinale, con conseguenze che possono essere fatali.

Quali sono gli alimenti allergizzanti più frequenti ? Sono quelli contenenti frazioni proteiche (latte, uova, soja), frutta a guscio (mandorle, nocciole, noci, pistacchi, pinoli), pesce (crostacei, molluschi), alcuni cereali. Da sottolineare che questi allergeni possono essere presenti in prodotti alimentari  in quantità minime, dove sono utilizzati per la loro funzionalità: per esempio proteine lattiche nei salumi, farine di soja in preparati per condimento ecc. : quindi un'attenta lettura delle etichette s'impone per evitare potenziali disturbi al consumatore allergico.

I bambini sono più colpiti degli adulti perché il loro sistema immunitario non è ancora completamente funzionale: ma durante lo sviluppo, le allergie sono destinate in molti casi ad attenuarsi.

Di fronte a reazioni allergiche ci sono diversi test per rivelarne le cause: il più noto è la « prova a eliminazione» che consiste nell'eliminare dalla dieta gli alimenti sospetti e di ri-introdurli singolarmente fino ad evidenziare la causa della manifestazione allergica.

Le intolleranze alimentari

Le cause dell'intolleranza alimentare possono essere molteplici: possono derivare da: costituenti di taluni alimenti (vino, pomodori, ananas), additivi alimentari (coloranti, sulfiti,monosodioglutammato), contaminanti (antibiotici, microorganismi), nickel contenuto in legumi (cavoli, porri, piselli, spinaci).

Le intolleranze più diffuse sono quelle provocate da carenze di enzimi digestivi: l' intolleranza al latte è rivolta a uno dei suoi costituenti il lattosio, ed è dovuta a un deficit, congenito o a inizio tardivo, di lattasi, l'enzima prodotto dalle cellule intestinali che scinde il lattosio nei suoi costituenti (glucosio e galattosio), che solo così possono essere assorbiti. È rara una carenza di lattasi nel neonato, mentre dopo lo svezzamento e in età adulta si assiste a un declino  di lattasi variabile a seconda delle etnie e della distribuzione geografica: fino a 100% nelle popolazioni asiatiche e africane, mentre in Europa si attesta intorno ai 20-30 %. Da segnalare che la storia dell'alimentazione ci insegna che la fermentazione del latte, dai tempi remoti ad oggi, permette di ridurre di circa il 40% il il contenuto di lattosio (che si trasforma in acido lattico).

La carenza di un enzima che metabolizza la fenilalanina (un amino acido essenziale presente in molte proteine  animali), ha gravi ripercussioni sullo sviluppo del sistema nervoso centrale, mentre il ben noto « favismo » dovuto anche a  deficienze enzimatiche, può causare anemie emolitiche (distruzione dei globuli rossi) per ingestione dei semi di fava crudi. L'intolleranza al glutine (proteina presente in molti cereali di uso comune frumento, orzo, segale, avena), conosciuta con il nome di celiachia, è stata già discussa  in queste colonne.

Quindi allergia ed intolleranza sono patologie ben distinte, anche se molte cause sono comuni: il problema è individuarne  le fonti responsabili per guidare il consumatore nella scelta della sua dieta, anche in funzione della sua reattività.

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