L'uso delle piastrine nella bio-rivitalizzazione cutanea 

Una delle più recenti "scoperte" per contrastare (o almeno rallentare) il processo di invecchiamento cutaneo è rappresentata dall'impiego delle piastrine nelle tecniche di bio-rivitalizzazione.

 - 20 Febbraio 2009

In che modo le piastrine aiutano a correggere i segni del tempo? Ne parliamo con il Dott. Alessio Redaelli, specialista in Chirurgia Vascolare ed esperto di Medicina Estetica. «Innanzitutto, è opportuno chiarire qual è il ruolo fisiologico delle piastrine. Queste rappresentano il primo fattore di riparazione per il nostro organismo. Facciamo un esempio pratico: quando, in seguito a un trauma, si verifica un sanguinamento, le piastrine creano il cosiddetto "trombo piastrinico" che permette al sangue di coagulare. Nelle piastrine sono inoltre presenti dei fattori di crescita che agiscono sui fibroblasti, che depongono nuovo collagene, e sulle cellule dei vasi: in questo modo, favoriscono la creazione di un nuovo tessuto perfettamente vascolarizzato», spiega il Dott. Redaelli.

«In medicina, da molto tempo viene utilizzato il cosiddetto PRP (platelet rich plasma, ovvero il plasma arricchito di piastrine) in tutti i settori nei quali è necessario accelerare il naturale processo di riparazione dei tessuti: basti pensare ai suoi impieghi in flebologia, per riparare le ulcere flebostatiche, oppure in odontoiatria, per le tasche gengivali. Ecco perché, più recentemente, si è pensato all'utilizzo del PRP anche per rivitalizzare la cute segnata dal tempo».

Come viene eseguito il trattamento? «Si prelevano 20 cc di sangue dal paziente. Il sangue viene quindi centrifugato e si separa il plasma ricco in piastrine dalle altre cellule corpuscolate (globuli rossi e globuli bianchi). A questo punto, le piastrine vengono "attivate" tramite un dispositivo particolare e poi iniettate nella cute del paziente in corrispondenza delle zone da trattare: per esempio le rughe frontali, le rughe intorno agli occhi, il contorno del viso e perfino le rughe del collo».

Quali sono i risultati? «La bio-rivitalizzazione tramite PRP equivale a una vera e propria "cura ricostituente" per la cute. Il grado di miglioramento dipende dalla risposta individuale: in linea generale, si può però dire che la pelle appare più tonica, più compatta, con un netto miglioramento della trama cutanea. Il trattamento si esegue una volta al mese, per tre mesi consecutivi. I primi effetti sono visibili già dopo le prime due settimane».

Quali sono i possibili effetti collaterali? «Trattandosi di materiale prelevato dall'organismo stesso, il rischio di reazioni allergiche è nullo. Come per qualsiasi altro trattamento iniettivo, possono formarsi piccoli ematomi associati a un lieve gonfiore, che scompaiono nel giro di poche ore».

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Per ulteriori informazioni: www.docredaelli.com

 

 

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