Bio è chic 

C'è chi li ama e chi li critica. Per fare chiarezza (almeno nel campo dei cosmetici) abbiamo rivolto otto domande agli esperti. Per scoprire che dietro eleganti etichette, i prodotti ecologici vantano seri controlli e qualità certificata

di Laura D'Orsi  - 06 Settembre 2007

Negli Usa è un boom. Madonna non può più rinunciare al suo autoabbronzante ecologico al cento per cento. E la giovane attrice Mena Suvari ha dichiarato di scegliere sempre e solo creme naturali per proteggere la sua bella pelle chiara. Ma non sono solo le star di Hollywood a impazzire per questi prodotti, perché il mercato dei cosmetici biologici è in espansione un po' ovunque. Cos'hanno di diverso dagli altri? Come agiscono? Funzionano davvero? Abbiamo chiesto a due esperti di spiegarci tutti i segreti del bio.

Che cosa ha di diverso un cosmetico biologico rispetto agli altri prodotti naturali in commercio?

«I cosmetici bio non solo sono naturali, hanno una sorta di “certificato di garanzia” che ne attesta alcune caratteristiche ben precise» spiega Luigi Miori, ricercatore cosmetologo dell'azienda Planter's. «Innanzitutto, le piante utilizzate non devono essere state coltivate con l'impiego di fertilizzanti artificiali o pesticidi. Inoltre, il cosmetico non deve contenere ingredienti geneticamente modificati o derivati dal petrolio e neppure sostanze ricavate da animali».

Come si riconosce un prodotto bio?

«Deve riportare, sulla confezione, un marchio che ne attesti, appunto, le caratteristiche biologiche. I due enti di certificazione più diffusi sono Aiab e Icea, ma ce ne sono anche altri» spiega l'esperto. «In particolare, si trova spesso il marchio Ecocert, che è l'ente francese ed è uno dei più severi: certifica solo i cosmetici che contengono almeno il 95 per cento di materie prime di origine naturale».

A chi sono destinati i cosmetici biologici?

«Sicuramente sono l'ideale per le donne sensibili ai temi ecologici. Non a caso, le aziende bio devono impegnarsi anche a produrre i cosmetici rispettando l'ambiente e utilizzando imballaggi riciclabili» spiega il dottor Miori. «E poi, sono indicati a chi ha la pelle delicata. I prodotti biologici sono ipoallergenici e non contengono conservanti, o al massimo solo quelli che si usano anche per gli alimenti, come l'acido citrico, l'acido sorbico o il sodio benzoato. Inoltre, offrono la garanzia di essere liberi da impurità chimiche, come il nichel, che spesso provoca irritazioni».

Chi soffre di allergie corre meno rischi usandoli?

«No, la reazione allergica può sempre capitare. E il fatto che i cosmetici bio non contengano sostanze irritanti non significa assolutamente che siano sicuri al cento per cento» chiarisce il dottor Miori. «Se una persona è intollerante a una particolare sostanza, per esempio alla noce di cocco o all'aloe, lo rimane anche se questa è diluita in modo naturale in un cosmetico. I rischi, però, sono minori rispetto a un prodotto chimico che può provocare reazioni più intense».

Serve qualche accorgimento per conservare i prodotti biologici?

«No. L'unica cosa da fare è controllare il PAO, cioè Period after opening, che segnala la validità del prodotto dopo la sua apertura. È il numero che si trova scritto all'interno di un barattolo disegnato sulla confezione. In genere, per i prodotti bio è di soli tre mesi, mentre le creme con ingredienti chimici durano di più» dice l'esperto. «E non serve tenere il cosmetico bio in frigorifero pensando di allungarne la vita».

Come si usano?

«Siccome, in genere, non contengono conservanti, vale la pena di usare una palettina per prelevare la crema, in modo da non metterci dentro le dita» suggerisce il dottor Miori. «Se si prende il prodotto con le mani, infatti, può inquinarsi e deteriorarsi».

Il prodotto bio funziona meglio o peggio di quello chimico?

«Per quanto riguarda l'efficacia, non c'è nessuna differenza tra un prodotto chimico e uno biologico» spiega Antonella Antonini, docente di cosmetologia all'Università di Ferrara. «Non bisogna credere, infatti, che le creme di origine naturale siano delle specie di ricette della nonna. Anzi, le sostanze vegetali, come confermano innumerevoli ricerche, possono essere ricchissime di principi attivi. Tanto che gli stessi prodotti cosiddetti chimici hanno, molto spesso, una buona parte di ingredienti naturali».

Quali sono le sostanze bio più efficaci?

«Fra quelle idratanti, al primo posto c'è il gel di aloe, che è ricchissimo di vitamine e oligoelementi. Nutre la pelle e la rigenera in profondità» dice la cosmetologa. «Anche il karité, ricavato da una pianta africana, è un ottimo idratante. Per combattere l'invecchiamento e proteggere la pelle, invece, sono molto attivi gli estratti di uva, ricchi di sostanze antiossidanti. Le loro proprietà sono evidenti se si osservano i grappoli dell'uva colpita da grandine: i buchi che si formano, infatti, tendono a cicatrizzarsi spontaneamente. Contro le rughe, poi, ci sono altri ingredienti efficaci, come i polipeptidi ricavati dal grano o dalla soia. Sono aminoacidi che hanno un effetto lifting: distendono i lineamenti e minimizzano i segni. Infine, funzionano bene tutti gli oli vegetali provenienti da agricoltura biologica, come quello di rosa mosqueta, ricco di lipidi e vitamine».

Donna Moderna consiglia per sapere se gli ingredienti della tua crema sono davvero bio, puoi fare il Bio-check. È un test che trovi, da settembre, sul sito www.icea.info: basta inserire nel programma i nomi delle sostanze scritti sulla confezione.

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