Belle oltre l’alopecia: con le staminali oggi si può 

Curare l’alopecia femminile è possibile agendo in modo completo, moderno e mirato sulle reali problematiche personali

 

Gli uomini, si sa, non sono mai insensibili al fascino di una donna che, con un gesto sbarazzino, si ravviva una chioma fluente e folta. Purtroppo, con il passare degli anni non è sempre facile mantenere capelli perfetti. Anche le donne possono essere affette da problemi di caduta: in Italia una su quattro, si calcola, e le cifre sono in aumento.

La definizione medica è alopecia androgenetica femminile. Le cause sono molteplici: contribuiscono fattori esterni come lo stress, lo stile di vita, un’alimentazione non corretta o carente di vitamine e minerali, ma anche condizioni più serie, come la sindrome policistica ovarica, il periodo post-gravidanza, la menopausa, le malattie croniche, gli interventi chirurgici.

Sui fattori ambientali si può intervenire, modificando per quanto possibile le proprie abitudini e quelli medici si possono, almeno in parte, contrastare con terapie specifiche. Più difficile è combattere la causa principale. Che, come indica il termine “androgenetica”, è una predisposizione genetica a una presenza sbilanciata di ormoni maschili. Il testosterone è fra i maggiori nemici dei follicoli piliferi, ma la causa principale è ritenuta dagli esperti la prostaglandina PGD2: oltre all’assottigliamento veloce dei follicoli, provoca anche l’atrofia totale del bulbo pilifero.

L’alopecia androgenetica femminile si distingue da quella maschile per una comparsa più tardiva del diradamento, che si nota generalmente per la prima volta tra i 30 ed i 40 anni, e per la sua diversa localizzazione. Infatti, mentre nell’uomo i problemi di calvizie interessano la zona fronto-occipitale, nella donna coinvolgono una regione più diffusa, in modo particolare il vertice o comunque le zone dietro la linea fronto-temporale. Un altro tratto distintivo è la maggiore gradualità con cui l’alopecia femminile si manifesta rispetto a quanto accade nell'uomo.

Anche per questo l’alopecia femminile compare più facilmente dopo la menopausa, per la diminuzione fisiologica dei livelli di ormoni femminili circolanti e l’aumento relativo di quelli maschili. Ma può comparire già dai 18-20 anni, manifestandosi come un diradamento dei capelli alla sommità del capo. Specie all’inizio, dunque, l’alopecia femminile può essere scambiata per una fisiologica caduta dei capelli. E anche per questo si passa spesso da un parrucchiere o un farmacista prima di arrivare a cure autenticamente mirate.

Ma per scoprire se siete “a rischio alopecia” è meglio non aspettare di arrivare alla “prova regina”, cioè vedere aree di cuoio capelluto sotto i capelli. Cominciate a insospettirvi se, ad esempio, notate un assottigliamento insolito o addirittura una “miniaturizzazione”, ovvero la presenza di capelli particolarmente piccoli e deboli. In questo modo potrete intervenire tempestivamente ed evitare di sprecare tempo e denaro in palliativi inutili.

Che fare allora se i vostri sospetti sono confermati da una diagnosi medica di alopecia androgenetica femminile?

In passato gli approcci erano soprattutto di tipo farmacologico o chirurgico, ma entrambi presentano numerose controindicazioni. I farmaci per uso topico – cioè che si applicano localmente – possono causare irritazioni, reazioni allergiche o ipersensibilizzazione, mentre quelli assunti per via orale non sono mai del tutto privi di effetti collaterali. Il trapianto, d’altro canto, non è risolutivo e può addirittura essere controproducente: in molti casi, il trauma subito dai capelli più deboli durante gli innesti può causare “perdite da shock” e si è osservato che, in alcuni casi, la prostaglandina può danneggiare anche i follicoli trapiantati.

La chirurgia, dunque, da sola non basta a bloccare la calvizie. Oggi però i progressi della genomica mettono a disposizione approcci avanzati come la Medicina Rigenerativa e, nello specifico, la Rigenerazione Cellulare bSBS. Questo protocollo medico non chirurgico include test genomici, lipidici e ormonali. Sulla base dell’esito, la fase terapeutica ristabilisce le migliori situazioni vascolari e metaboliche, promuovendo la massima rigenerazione follicolare su tutti i follicoli danneggiati o non atrofizzati e ricettivi alla stimolazione.

La Rigenerazione Cellulare bSBS rappresenta così l’approccio più completo, mirato e indolore, che interviene selettivamente per proteggere i follicoli sani e per ristabilire al massimo delle possibilità la funzionalità naturale del follicolo solo danneggiato o non atrofizzato. Nell’unica fase infiltrativa, bSBS concentra infatti la sua azione in una sola sessione ad alta densità, basata sull’aumento dell’apporto vascolare alle radici dei capelli così da stimolare le cellule staminali presenti nella papilla dermica del follicolo, riattivandone il più possibile le funzioni vitali.

Va infine ricordato che la terapia bSBS non è invasiva, è adatta a qualsiasi età e può essere effettuata anche in gravidanza, in qualunque periodo dell’anno e in concomitanza all’assunzione di qualsiasi tipo di farmaco. È inoltre assolutamente rapida e indolore ed è basata su tecnologie e principi che trovano riscontro scientifico a livello mondiale e che, in Italia, vedono come massimo riferimento HairClinic, gruppo biomedicale attivo in tutto in Italia da molti anni con partners internazionali presenti in molte parti del globo.
Ulteriori approfondimenti si possono trovare sul sito HairClinic.it. Nel frattempo, mantenete sani i vostri capelli con un’alimentazione ricca di frutta e verdura, attività fisica moderata e… poco stress.

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