Come fa bene il riposino 

È un vero toccasana. Per l'umore, ma anche per la pelle. Soprattutto se, in quei 20 minuti di relax, le regali un trattamento beauty. Qui te ne suggeriamo sei. Tutti da provare

 - 16 Agosto 2006

Meglio di un massaggio, di una seduta dall’estetista o di un bagno rilassante. Una vera cura di bellezza e di benessere naturale a costo zero. È il riposino del pomeriggio, una pausa di cui il nostro organismo ha bisogno. «Tra le 14 e le 16 la vigilanza cala e tutte le funzioni rallentano» spiega Luigi Ferini Strambi, segretario dell'Associazione Italiana di Medicina del Sonno. «Bastano venti o trenta minuti di pausa, otto ore dopo essersi svegliati dal sonno notturno, per ricaricarsi». Molto meglio che dormire mezz’ora in più al mattino, perché con il pisolino la concentrazione aumenta, l'irritabilità diminuisce e l'umore migliora. Ma anche la pelle ha i suoi benefici. Tra un bagno di sole e l’altro, per esempio, l'epidermide riesce a riprendere fiato. Ma qual è il posto migliore per la pennichella? «In casa, distese sul divano o sul letto» suggerisce la dermatologa Magda Belmontesi. «Riposarsi al riparo di una pineta, del tendalino della barca o dell’ombrellone non è la soluzione migliore. Perché i raggi solari passano anche attraverso i rami degli alberi o le fibre di un tessuto leggero. E poi c’è il problema del riflesso. Anche stando in un posto perfettamente all’ombra, i raggi, riflettendosi sulle superfici che ci circondano, colpiscono la pelle». Quindi, se si schiaccia un pisolino sulla sdraio, è bene mettere un prodotto protettivo su viso e corpo. Se, invece, si sta in casa, si può approfittare per fare qualche trattamento stile beauty farm. Durante il sonno, i pori sono leggermente più dilatati (grazie anche alle temperature elevate),  la pelle è più rilassata, e, in generale, meglio disposta a ricevere i benefici dei trattamenti cosmetici. Così, al risveglio, oltre a sentirsi riposate, si avrà una pelle più fresca e luminosa. Come dopo una giornata passata in una spa.

Rilassare il viso

«Dopo pranzo, a causa della digestione, il sangue si concentra verso i grossi organi, stomaco e intestino, mentre la circolazione superficiale, quella che interessa la pelle, è rallentata. Di conseguenza l’epidermide è meno nutrita» spiega la dottoressa Belmontesi. «Il pisolino, quindi, è il momento migliore per un impacco nutriente». La soluzione più pratica è una maschera di carta-tessuto preimbevuta di prodotto. È facile da applicare (in genere è sagomata) e non si corre il rischio di sporcare il cuscino. In più, perché abbia anche un effetto rinfrescante, si può tenere in frigo e tirarla fuori al momento di usarla. Chi ha la pelle grassa scelga un prodotto a base di fanghi termali. Per l’epidermide secca, invece, meglio un impacco ricco di sostanze che assorbono e trattengono l’acqua (come il sorbitolo, l’urea e i glucosaminoglicani). Consiglio in più: se dopo la siesta non è previsto tornare in spiaggia, meglio far precedere l’impacco da un leggero scrub.

Rassodare il décolleté

Il sole è implacabile anche con la pelle del collo e della scollatura. Conviene approfittare di questa pausa rigenerante: basta spalmare uno strato abbondante di crema nutriente (va bene quella usata per la notte) e ricoprire con un foglio di pellicola trasparente. In questo modo si crea una specie di effetto sauna che favorisce la penetrazione dei principi attivi. Chi riesce, dorma a pancia in su: è l’unica posizione in cui non si creano pieghe che, alla lunga, si trasformano in rughe.

Distendere lo sguardo

La migliore cura di bellezza per lo sguardo? Il riposino. Tra l’altro, il caldo favorisce gonfiori e borse sotto gli occhi. Per contrastarli, prima della pennichella, si applicano sulle palpebre due dischetti di cotone imbevuti di infuso freddo di camomilla e malva. Al risveglio, se il gonfiore non è passato del tutto, si può fare un automassaggio. «Con la punta delle dita, si friziona la parte superiore delle palpebre dall’interno verso l’esterno, e quella inferiore andando in senso contrario» consiglia la dermatologa. Alla fine si tampona la zona con un batuffolo di cotone imbevuto di latte. «Le proteine contenute nella bevanda favoriscono il drenaggio del liquido linfatico».

Coccolare le mani

Il riposino è il momento ideale per coccolare un po’ le mani, di solito molto trascurate. Si comincia con uno scrub sul dorso, usando lo stesso prodotto usato per il viso. Poi si spalma una crema a base di burro di karité alla quale si è aggiunta qualche goccia di olio di monoi (in erboristeria), si infila un paio di guanti di cotone e ci si rilassa. Al risveglio, si elimina il prodotto che non è stato assorbito con una velina.

Nutrire i capelli

Si può sfruttare la siesta per un impacco ai capelli. Se non si pensa di lavarli al risveglio, si può applicare il prodotto solo sulle punte e lasciarlo in posa fino a sera. Ottimo un prodotto a base di olio di germe di grano. «Contiene vitamina E e betacarotene, sostanze che rinforzano i capelli stressati dal sole» dice la dermatologa. Anche l'olio di jojoba è ristrutturante e particolarmente indicato se si è fatta da poco la tinta o la permanente.

Rinfrescare le gambe

Per riattivare la circolazione delle gambe e favorire il drenaggio dei liquidi, niente di meglio che una pennichella. Basta sdraiarsi mettendo un cuscino sotto i piedi, in modo che le gambe si trovino più in alto rispetto al cuore. Prima di stendersi, si applica sulla pelle un gel rinfrescante a base di estratti di mirtillo o si vaporizza dell'acqua termale conservata in frigorifero. Al risveglio le gambe saranno molto più agili e leggere.

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