Il trucco perfetto 

I make up artist sono bravissimi a valorizzare i nostri punti di forza. L'importante però è riuscire a sentirsi a proprio agio, con o senza "ritocchini"

di Silvia Verratti  - 25 Gennaio 2006

La prima volta che mi sono fatta truccare da un esperto è stata per la più tradizionale delle occasioni, il mio matrimonio. Ancora oggi, quando riguardo le foto, mi domando chi è quella ragazza vestita da sposa. Il fatto è che non mi assomiglia per nulla. E non solo per i suoi vent'anni (che sono passati da un bel po'), ma anche perché ha un viso che io non ho mai avuto. Da allora, mi è capitato in moltissime occasioni di farmi truccare dai migliori make up artist. Ogni volta, però, la faccia che mi guarda dallo specchio non è la mia. Eppure loro, i bravi truccatori, sanno qual è il maquillage giusto per il mio viso. Quello che, come dicono tutte le didascalie di bellezza, "nasconde i difetti e mette in mostra i punti di forza". Per esempio, mi rinforzano le sopracciglia, che ho molto chiare (con il risultato che mi viene un'aria cupa e arrabbiata). Poi, come si dice in gergo, mi "allargano lo sguardo" eliminando matita e mascara dalle ciglia inferiori, per rendere gli occhi più grandi (sì, ma talmente vacui che sembra che abbiano eliminato anche il cervello). Il colpo di grazia, però, è il rossetto. Quando è applicato da un professionista, con il contorno a matita perfettamente simmetrico, perfino io vedo che sta bene. Ma a cosa mi serve avere la bocca più bella se poi il lipstick dà così fastidio che continuo a fare smorfie?

Morale, ben vengano i consigli degli esperti su come valorizzarsi. A patto, però, di sentirsi a proprio agio in ogni occasione. Altrimenti, è come avere un paio di scarpe nuove e bellissime. Ma di un numero in meno.

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