Abbronzata senza sole 

Parti per le vacanze o il week-end al mare e senti il desiderio di scoprirti, ma hai la pelle bianco latte? Affidati ai self tan di ultima generazione. Che regalano una carnagione dorata e un aspetto sano in poco tempo. E senza nessun rischio.

di Valentina Bonfanti  - 09 Luglio 2008

Come agiscono gli auto abbronzanti?

«Grazie a una molecola nota con la sigla DHA, che a contatto con gli aminoacidi della cheratina dello strato corneo provoca una reazione sulla pelle, accelerata dall'ossigeno presente nell'aria e dai raggi Uv», dice la cosmetologa Reginetta Trenti.

C'è un segreto per ottenere una bella sfumatura?

«No, il colore dipende dalle caratteristiche individuali dell'epidermide, cioè in base al tipo di aminoacido con cui il DHA viene a contatto e reagisce. Questo spiega perché lo stesso prodotto dà un colore diverso da soggetto a soggetto».

In certi casi però il risultato non è del tutto soddisfacente, la nuance vira al giallo: c'è un modo per evitarlo?

«Scegliete specialità più ricche di pigmenti, e per la prima applicazione utilizzate una piccola quantità di prodotto per vedere qual è il risultato. Oppure affidatevi alle formule di ultima generazione, in cui l'azione del DHA viene associata a quella dell'eritrulosio, che oltre a dare una colorazione più omogenea hanno un effetto idratante».

A contatto con l'acqua la tinta sbiadisce?

«No, perché si fissa alla cheratina e si elimina solo con il naturale turn-over cellulare».

Qual è la differenza tra le specialità per il viso e quelle per il corpo?

«Teoricamente, la stessa formula può essere usata dappertutto; in quelle specifiche per il viso però la concentrazione di DHA ed eritrulosio è leggermente inferiore, e il prodotto generalmente è più ricco di sostanze idratanti».

I self tan presentano controindicazioni?

«No, sono innocui (la reazione è superficiale e la pigmentazione non è permanente), sono soltanto leggermente disidratanti. Anzi, sono addirittura ben visti dai dermatologi per due motivi: il DHA offre un certo grado di protezione contro i raggi Uv (un spf intorno a 2-3), e costituiscono un valido deterrente per non esporsi al sole diretto ed evitare i danni, ormai ben noti, che ne conseguono».

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