Che brutta pelle! Il sole la guarisce? 

Per l'umore i raggi sono sicuramente un toccasana. Ma per tutti i piccoli disturbi della cute (impurità, secchezza, macchie) non è sempre così. Per scoprire quando fanno bene gli Uv e quando è meglio prendere qualche precauzione in più, leggi cosa dicono i dermatologi

di Laura D'Orsi  - 08 Agosto 2005

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Brufoletti, pori un po' dilatati e naso lucido

«Se la pelle è impura, il sole migliora molto la situazione perché ha un notevole effetto antinfiammatorio: secca i foruncoli e regola l'attività delle ghiandole sebacee» dice Magda Belmontesi, dermatologa a Vigevano e a Milano. L'ideale, però, è che il clima sia caldo e secco, non umido, altrimenti il sudore impedisce alla pelle e quindi alle impurità di asciugarsi. In questo caso, il solare più indicato è un fluido o uno spray, che non unga e si assorba subito.

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Squamette e psoriasi

Per questo disturbo il sole è un toccasana. L'esposizione ai raggi, unita ai bagni in mare, aiuta le piccole squame provocate dalla psoriasi a cadere e la pelle a ricostituirsi. «Dopo un tuffo in mare è consigliabile non fare subito una doccia, ma lasciare agire sulla pelle l'acqua salata per mezz'ora» consiglia Marina Romagnoli, dermatologa a Genova. «In questo caso, il solare più indicato deve avere un fattore di protezione medio basso (10-15) e non essere resistente all'acqua, così il sale si deposita sulla pelle. E va applicato spesso: se la cute si scotta proprio su questa zona possono comparire nuove chiazze».

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Macchie più chiare e vitiligine

«Se sul viso ci sono delle chiazze bianche dovute alla mancanza di melanina prendere il sole può essere una vera e propria terapia» dice Magda Belmontesi. I raggi, infatti, stimolano la produzione di questo pigmento. Bisogna, però, usare dei prodotti specifici, come gli acceleratori di melanina, e delle creme solari che abbiano un indice di protezione differenziato: più leggero sulle macchie bianche, più intenso nelle altre zone. Così le differenze di colore si attenuano.

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Irritazioni ed eczemi  

Nel caso di dermatiti atopiche (è il nome scientifico) il sole può fare molto perché i raggi ultravioletti, oltre a regolarizzare il ricambio delle cellule, rallentano la risposta del sistema immunitario che, in presenza di eczemi e irritazioni, è accelerata. Un altro beneficio è dovuto all'azione disinfettante del sole, che riduce l'infiammazione. «È importante, però, proteggersi con solari in crema, ricchi di sostanze (come gli omega 3 e 6), che nutrono la pelle e servono da barriera contro le radiazione più nocive» dice Belmontesi.

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Pelle sensibile e couperose

«Quando l'epidermide è molto sensibile e si arrossa con facilità, il sole non è un grande alleato» dice la dottoressa Romagnoli. «Il rischio maggiore sono i raggi infrarossi. Questi, infatti, riscaldando la pelle, provocano una dilatazione dei capillari e fanno peggiorare la couperose». Se proprio non si vuole rinunciare ai raggi, bisogna esporsi con molta prudenza, ricordandosi di rinfrescare la pelle con uno spruzzino di acqua termale tenuto in frigorifero. «Il solare più adatto, in questo caso, è un'emulsione con filtri ad alta protezione (almeno 30-40) che contenga anche uno schermo anti-infrarossi».

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Piccole rughe, segni e zampe di gallina

Il sole invecchia la pelle. E la colpa è dei raggi Uva che, distruggendo le fibre elastiche e di collagene, provocano il rilassamento dei tessuti. «L'entità dei danni, però, dipende molto da dove e come ci si espone» aggiunge Magda Belmontesi. «Sabbia e scogli, per esempio, riflettono il 30 per cento dei raggi solari, l'acqua il 50, la neve l'80». Il solare più adatto, quindi, dovrebbe essere in crema, ricco di vitamina E e sostanze antiossidanti che proteggono la pelle dall'azione nociva dei raggi.

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Pelle arida e secca  

Soprattutto con la menopausa l'epidermide diventa più secca e meno densa. Il sole, in questo caso, non fa che peggiorare la situazione e accentuare i difetti. In vacanza, quindi, è meglio evitare l'esposizione diretta indossando un cappello. E si deve usare un solare molto idratante e con una protezione superiore rispetto a quella usata per il resto del corpo.

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Acne e punti neri

«In genere, quando c'è un problema di acne e sulla cute ci sono molti punti neri o bianchi, la situazione con il sole peggiora» dice la dottoressa Romagnoli. Questo perché i raggi tendono ad asciugare eccessivamente la cute e, di conseguenza, le ghiandole sebacee vengono stimolate a produrre ancora di più il sebo. Con un effetto che i medici chiamano di "rebound", cioè di ritorno. La pelle, in pratica, diventa ancora più oleosa e più spessa, i pori si ostruiscono maggiormente e si creano nuovi brufoletti. Il sole, in questo caso, va preso a piccole dosi e solo con un prodotto protettivo leggero, meglio se in gel e privo di oli.

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