Chirurgia estetica per il doppio mento: in cosa consiste?

Credits: Shutterstock
/5

Il doppio mento è una prerogativa assai diffusa, provocata da un eccesso di grasso adiposo al di sotto della mandibola. Scopri qui, con l'aiuto dell'esperto, come correggere questo inestetismo con la medicina e la chirurgia

Quel comune difetto estetico causato da un accumulo adiposo posizionato nella porzione anteriore del collo, viene normalmente definito doppio mento.

È certamente un inestetismo che colpisce le persone in sovrappeso od obese, ma può anche essere presente in chi ha un peso nella norma.  

In realtà l'espressione "doppio mento" e in parte è fuorviante. Con questi termini, infatti, si designa quell'inestetismo che deriva da un accumulo adiposo nella porzione anteriore del collo e ha quindi ben poco a che vedere con altre alterazioni della forma (dismorfismi) relativi al mento, quali: mento prominente, mento sfuggente e fossetta (pronunciata) del mento.  

Oggi le chances di trattamento di questo difetto sono davvero tante, sia mediche che chirurgiche. Tra le une e le altre i risultati non sono sovrapponibili, quindi il medico, nel proporre la metodica più opportuna, deve tener conto delle differenti caratteristiche del paziente, quali età, tipo di pelle ed entità dell'accumulo adiposo stesso.

Tecniche mediche: l'Acido Desossicolico, la Radiofrequenza Frazionata e gli HIFU

«Nell'ambito medico, la soluzione più semplice è sicuramente quella delle iniezioni di Acido Desossicolico (un acido biliare prodotto anche dal nostro fegato). Questo farmaco è in grado di rompere la membrana fosfolipidica delle cellule adipose, letteralmente disgregandole», spiega il dottor Filippo Brighetti, medico chirurgo, specializzato in Chirurgia Plastica e Ricostruttiva, membro del comitato scientifico della SIES – Società Italiana di medicina e chirurgia estetica.

«Nei primi tempi si sviluppa nella zona trattata un marcato gonfiore, il quale va riassorbendosi gradualmente nell'arco di 10-15 giorni. Possono essere eseguiti più trattamenti di questo tipo e il risultato definitivo è pienamente apprezzabile dopo qualche mese. Questa metodica va riservata a pazienti con adiposità lieve o moderata e con una pelle tonica, la quale cioè abbia una buona capacità di retrarre».

Immagina di svuotare un cuscino dalle piume, diminuendone il volume... Se la federa non avesse buone capacità elastiche diventerebbe più lassa e cadente. Analogamente, se la cute del paziente non ha una buona elasticità e tono, il risultato finale non sarebbe di certo gradevole.

«Per ovviare a questo inconveniente, le iniezioni di acido desossicolico possono essere associate ad altri trattamenti» prosegue il dottor Brighetti «quali la Radiofrequenza Frazionata (un'onda elettromagnetica) e gli HIFU (ultrasuoni: High Intensity Focused Ultrasound).

Queste procedure di nuova concezione rappresentano realmente l’ultimo step prima del lifting chirurgico. Esse consistono in una sorta di danno controllato alla cute e al tessuto adiposo, cui faranno seguito una serie di processi fisiologici, come la creazione di nuovo collagene. Gli autori anglosassoni definiscono questo processo: Skin Tightening.

Se, però, la quantità di tessuto adiposo è davvero cospicua, o l’eccesso e lassità cutanea severi, sarà d’obbligo ricorrere alla chirurgia. Infatti se si persistesse erroneamente nell’abbattere tessuto adiposo senza rimuovere di pari passo l’eccesso di pelle, si incorrerebbe malauguratamente in ciò che è definito “gozzo di tacchino”. Inutile dire come per queste procedure, come anche per quelle chirurgiche, sia assolutamente fondamentale rivolgersi a uno specialista in chirurgia plastica e non a medici estetici improvvisati o, men che meno, a viaggi sanitari della speranza» conclude il dottor Brighetti.

Tecniche chirurgiche: la liposuzione e il lifting al doppio mento

Se è necessario affidarsi a tecniche chirurgiche, prima di tutto è necessario comporre una diagnosi morfologica accurata. Le figure professionali più indicate e preparate a valutare tutti i possibili interventi sono il chirurgo maxillofacciale e il chirurgo plastico. Il primo passo è rappresentato dall’intervento mirato alla riduzione chirurgica dell’adiposità localizzata sotto il mento, e la tecnica più valida in questo senso è la liposuzione del mento.

In anestesia locale e minima sedazione si aspira, mediante piccole cannule, il grasso in eccesso. I punti di sutura sono uno, due al massimo e non lasciano cicatrici visibili.

La liposuzione al mento è indicata nei pazienti giovani, mentre dopo i 35-40 anni, essendoci anche un aumento della quantità di pelle, è consigliabile associarla al lifting per raggiungere un risultato ottimale di ringiovanimento, freschezza e compattezza.

L’asportazione del grasso in eccesso può infatti non essere sufficiente per delineare il contorno del volto; in questo caso può ritenersi necessario intervenire anche a livello strutturale, con la mentoplastica o l’avanzamento della mandibola.

 

Riproduzione riservata
Stampa
Scelti per te