Cosmetici: occhio alle bufale online 

La Società Italiana di Chimica e Scienze Cosmetologiche interviene per sostenere la ricerca nei cosmetici e combattere le bufale allarmistiche diffuse online. A vantaggio di una corretta informazione per i consumatori

di Alessandra Montelli

Vi ricordate anni fa l’e-mail sul Sodium Laureth Sulphate (in italiano sodio lauriletere solfato) che, attraverso gli invii inoltrati dalle poste elettroniche di tutta Italia (per non dire il mondo), generò grande allarmismo nei consumatori di cosmetici? Il testo della mail conteneva informazioni negative sull’ingrediente usato come tensioattivo e detergente in saponi, bagnoschiuma e dentifrici.

Si trattò di un’operazione virale (ma sarebbe più corretto dire “virulenta”) che infestò il web, rivelandosi una bufala.

Correva il 2002 e quell’episodio segnò l’inizio di una serie di catene di S. Antonio via e-mail che miravano a mettere in guardia i consumatori dai danni che alcuni ingredienti e prodotti cosmetici avrebbero sulla salute. E che poi si son ciclicamente rivelate delle bufale.

A tal proposito, la Sicc (Società Italiana di Chimica e Scienze Cosmetologiche), con la sua attività di ricerca e di approfondimento, avvalora l'importanza di una corretta informazione.

Secondo gli addetti ai lavori (medici, ricercatori scientifici, esperti di marketing), questo obiettivo può essere raggiunto semplificando il linguaggio delle etichette dei prodotti cosmetici.

Alcune norme comuni possono inoltre aiutare il consumatore a scegliere meglio nell’offerta dei cosmetici; come ad esempio vietare le scritte in caratteri minuscoli e illeggibili o quelle ingannevoli come 'non contiene'. E su tutti: invitare i consumatori a valutare con prudenza ciò che si trova in rete.

"In cosmetica è molto ingannevole distinguere il 'buono' dal 'cattivo': un prodotto non è solo una lista di ingredienti, ma un sistema composito e articolato che va dalla scelta delle sostanze all'assicurazione della qualità, fino ai metodi di fabbricazione e i sistemi di trasporto - dice all’Ansa Luigi Rigano, cosmetologo Sicc e co-direttore Ispe (Institute of Skin and Product Evaluation) - Sembra che oggi un cosmetico per essere efficace debba essere biologico o ecologico, come se il mondo fosse un giardino. Non è un concetto reale, perché l'efficacia non si trova solo nella natura ma anche in una scienza evolutiva e sociale, che è al tempo stesso verde, sicura e garantita".

Dall’altro lato, i consulenti di marketing strategico sostengono che la lotta 'natura versus industria' non fa bene a nessuna delle due scuole di pensiero, anzi va solo a discapito di un'informazione chiara e trasparente. “Nella cosmesi occorre comunicare meglio, educando il pubblico a valutare le notizie e alzando la soglia di attenzione e conoscenza - dice all’Ansa Silvio Pacillo, consulente di marketing strategico - Dare credito alle bufale a volte è più comodo: l'illusione è più affascinante della realtà e, anche chi se ne accorge, spesso tende lo stesso ad adeguarsi e a farsi convincere, perché il desiderio di conformismo e di appartenenza sociale vince su tutto. La cultura dell'innovazione, invece, con i suoi percorsi incerti e faticosi, è una scelta più impegnativa e meno appagante, soprattutto all'inizio".

E’ importante riconoscere inoltre che le leggende metropolitane sui cosmetici immesse sul web hanno spesso solo l’obiettivo di confondere il consumatore. Soprattutto quando si parla di ingredienti dal nome inglese o latino: è molto facile incorrere in fraintendimenti. Un termine va sempre analizzato nel suo contesto, mai a priori. Per esempio, sul concetto di 'irritazione' è necessario fare chiarezza. "Sono molti i fattori che possono generarla – dice all’Ansa Enzo Berardesca, dermatologo presso l'Istituto Dermatologico San Gallicano a Roma - Dalla natura dei componenti ai tempi di esposizione, all'area del corpo trattata. Teoricamente un cosmetico, se è ben formulato e utilizzato, non è mai irritante.
Al contrario, se viene adoperato in dosi eccessive, su una cute patologica o in condizioni ambientali poco adeguate, può provocare reazioni indesiderate".

Nel dubbio, meglio chiedere al proprio “consulente cosmetologico” di fiducia, restando sempre fedeli ai propri gusti in fatto di acquisti beauty (profumeria, farmacia, Gdo, erboristeria, negozio biologico…noi non ci schieriamo da nessuna parte, l’essenziale è che vendano prodotti di qualità per la vostra bellezza).

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