Foot Surgery? Meglio non rischiare 

Si è appena concluso a Milano, l'XI Congresso Internazionale di Medicina Estetica. La tendenza generale è quella di proporre trattamenti sempre meno invasivi  Grazie alle moderne tecniche si può rimodellare il corpo in modo soft, limitando il ricorso alla chirurgia. Oltre a viso, seno e glutei, l'ultima frontiera della chirurgia plastica è la "foot surgery"

di Cristiana Gentileschi  - 29 Ottobre 2009

           Anche il piede deve essere perfetto per poter indossare i sandali gioiello dal tacco vertiginoso. L'ultima frontiera della chirurgia plastica è la "foot surgery" , in gran voga in California, dove il caldo costringe a indossare sempre scarpe aperte. Gli interventi più gettonati dal pubblico femminile sono la correzione della lunghezza degli alluci o di inestetismi particolari come l'alluce valgo, causato da un'anomalia genetica e non dalle scarpe strette come si pensa erroneamente. Ma, fortunatamente, i chirurghi italiani sono più cauti all'idea di toccare il piede a fini estetici.

     

«La chirurgia del piede richiede la massima attenzione», spiega il professor Paolo Maraton Mossa, specialista in ortopedia e traumatologia,  «è pericoloso rimpolpare il tallone o rimpicciolire le dita. Questa zona del corpo, infatti, è sensibilissima al dolore ed è soggetta a serie complicazioni. Quello che si può fare, sotto il profilo puramente estetico, è un lipofilling a un piede ossuto. Un intervento che dona armonia al piede e, allo stesso tempo, cura una patologia genetica molto dolorosa e invalidante, invece, è quello dell'alluce valgo , oggi mininvasivo e con un recupero davvero rapido. L'importante è personalizzare l'intervento (oggi esistono venti diverse tecniche chirurgiche per risolvere il problema) in base alle alterazioni  che sono sopraggiunte in seguito alla patologia».

L'intervento può essere eseguito in anestesia anche periferica e la degenza è di 3-4 giorni, l'immobilità praticamente nulla e il decorso post operatorio è di circa un mese, con una buona autonomia ed autosufficienza. Il dolore post operatorio viene perfettamente controllato mediante l'uso di un infusore automatico venoso continuo per le prime 36 ore che dosa automaticamente opportune associazioni farmacologiche preparate da specialisti dopo lo studio della soglia del dolore di ogni singolo paziente.

Il risultato è ottimo. A fine intervento, il paziente ha piedi esteticamente perfetti che, cosa più importante, funzionalmente  appoggiano in modo stabile, morbido e indolore su tutto l'avampiede.

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