La bellezza rende felici? 

Nelle settimane di Miss Italia ci chiediamo qual è il rapporto delle donne con la propria bellezza. E se renda veramente felici. Scoprendo delle interessanti sorprese...

di Alessandra Montelli
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Ce lo insegnano sin da bambine, ad apparire gradevoli e attraenti: dapprima per attrarre l’altro sesso e poi per noi stesse. In questi tradizionali insegnamenti riecheggiano secoli di usi e costumi tramandati da madre in figlia, abitudini che rappresentano il filo conduttore tra una generazione e l’altra, a tal punto che la cura verso il proprio corpo entra quasi nel DNA collettivo delle donne.

E’ ipocrita dire che le donne sono indifferenti alla propria bellezza.

Dal punto di vista sociologico, negli ultimi 30 anni, il discorso “bellezza” si è ampliato, esulando dagli aspetti standardizzati che ne fissavano i canoni per darne una definizione stereotipata. Concetti rigidi come - “La donna deve avere misure ben definite; gli uomini preferiscono le bionde, impazziscono per le rosse e sposano le più rassicuranti brune” - sono ampiamente superati. Con buona pace di un’estetica “oggettiva” che poggia sulla filosofia di Kant.

Il "vecchio" aspetto estetico standardizzato è stato gradualmente soppiantato da una maggiore “democrazia” nel guardare agli aspetti estetici femminili nella loro varietà. La bellezza ha acquisito un’importanza specifica maggiore considerando come caratteristiche aggiuntive la personalità, il carattere, i tratti individuali e persino i difetti.

L’apertura da parte di Miss Italia alla taglia 44 è un chiaro segnale di abbattimento degli stereotipi. Del resto, le modelle eteree (per non dire anoressiche) che sfilano sulle passerelle di tutto il mondo non incarnano la vera bellezza, ma esprimono figure quasi astratte.  

Ma a questo punto, dopo tanto disquisire dall’esterno sulla questione bellezza, la domanda sorge spontanea: qual è il rapporto delle donne con la propria bellezza?

Indubbiamente l’aspetto estetico rimane un punto importante dell’identità femminile e condiziona spesso la personalità. Secondo gli psicologi, le donne che hanno la possibilità di evolvere sul piano culturale riescono non solo ad avvantaggiarsi rispetto ad eventuali difetti, ma anche a valorizzare se stesse in maniera notevole.

Come dire, la propria cultura spesso fa sì che una donna non resti vittima di alcuni canoni che la penalizzerebbero. Ma riesce ad andare oltre un naso non proprio alla francese…ironizzandoci su.

Ma domanda delle domande: La bellezza rende felici? Una donna bella è più felice di un’altra meno dotata?

La risposta non è proprio rassicurante ma sfata anche un mito secondo il quale bello uguale felice.

Secondo Roberto Pani, psicoterapeuta in Bologna. “La bellezza finisce spesso per diventare un elemento che la donna dovrebbe sfruttare al massimo nella propria vita (privata, professionale, sociale): ciò rende in qualche modo un po’ "vittima" la donna stessa, poiché deve organizzare la sua personalità allo scopo di essere seduttiva. E ciò alla lunga non le rende felici. Statisticamente, le donne belle commettono più “errori” nella propria vita, poiché sono spinte dall’urgenza di dover rispondere ad un’aspettativa sociale esagerata. Ci si aspetta infatti che una donna bella sappia muoversi meglio.

Certo, essere penalizzati nel senso di non essere considerate attraenti non è piacevole, però non si può sempre affermare con assoluta certezza che una donna bella sia più avvantaggiata di una meno fortunata: lo è meno di quanto si creda”.

Questa riflessione dovrebbe invitarci a non inseguire un perfezionismo fine a se stesso.

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