Lunga vita all'abbronzatura 

Per una volta moda e salute vanno d'accordo: basta con il "nero" (che è anche dannoso), sì al dorato, graduale e più duraturo. Il segreto? Sta tutto nei primi tre giorni

di Francesca Mascheroni  - 05 Maggio 2008

Quest'anno la tintarella deve essere dorata. I toni bruciati sono assolutamente banditi perché, si sa, rischiano di rovinare la pelle. Anche le case cosmetiche, del resto, oggi insistono sul fatto che una abbronzatura non esagerata e graduale è la migliore. L'invito, insomma, è quello di stare meno al sole, pur senza rinunciare a risultati soddisfacenti.

Ma come ottenerla? "Il segreto sta soprattutto nella gradualità" risponde il dermatologo Leonardo Celleno. "Se ci si espone al sole un po' per volta si permette alla pelle di abituarsi e di prendere colore in modo omogeneo. In particolare i primi tre giorni sono fondamentali. È questo, infatti, il tempo che impiegano i melanociti (le cellule che producono la melanina) ad attivare il pigmento che regala l'abbronzatura". Nelle prime settantadue ore, quindi, andate piano: un'esposizione eccessiva (un'uscita in barca, per esempio) può provocare un'antiestetica tintarella a chiazze o addirittura una brutta scottatura.

"Senza contare che il colore preso gradualmente dura più a lungo nel tempo e limita le spellature" commenta Celleno. E poi il troppo "nero" è innaturale. "La pelle deve essere colorita, non abbrustolita" conferma l'esperto. "Non solo è più piacevole da vedere, ma anche più salutare". Come un toast dorato al punto giusto: è più appetitoso all'aspetto, ma anche più sano, perché privo di parti bruciacchiate. E a proposito di cibo, come sempre la bellezza comincia a tavola.

A pranzo e a cena fate il pieno di frutta e verdura di stagione e, soprattutto, se avete la pelle particolarmente chiara e delicata, fatevi consigliare dal farmacista un integratore, da prendere circa un mese prima della partenza e per tutto il periodo della vacanza. Comunque, in spiaggia, evitate di stare al sole nelle ore centrali della giornata, dalle 12 alle 16 e (ma questa ormai dovrebbe essere un'abitudine acquisita) proteggete la pelle con prodotti specifici.

"La principale novità dei solari riguarda proprio i fattori di protezione" spiega Antonella Antonini, docente di cosmetologia all'Università di Ferrara. "La Comunità europea ha fatto finalmente un po' di chiarezza, fissando dei livelli precisi, universalmente riconosciuti, di bassa, media e alta protezione. Con riferimento non solo ai raggi Uvb, ma anche agli Uva, meno pericolosi per la salute, ma responsabili dell'invecchiamento della pelle". E le buone notizie non finiscono qui.

Appartenete alla tribù dei visi pallidi e ogni estate siete costrette a "tatuarvi" con quelle creme spesse e appiccicose che non lasciano passare i raggi del sole? "Bene, adesso, grazie a particolari tecniche, anche i filtri delle protezioni più elevate hanno una consistenza piacevolissima, sono facili da spalmare e non impiastricciano" dice l'esperta. Non solo. I cosmetici di ultima generazione sono anche "intelligenti", perché aiutano ad avere un bel colore e una bella pelle al tempo stesso: sono arricchiti con sostanze antiage, così contrastate le rughe mentre prendete il sole, e alcuni sono autoabbronzanti, in modo da togliervi l'imbarazzo da "tintarella di luna" dei primi giorni.

In questo caso, ricordatevi che la doratura ottenuta non costituisce una protezione, rispettate quindi i tempi di esposizione e continuate ad applicare il prodotto. E soprattutto non dimenticate mai di mettervi il doposole. "Anche i prodotti da usare a fine giornata sono ormai un vero e proprio mix di sostanze idratanti, antiossidanti, restitutive" osserva la Antonini. "Lo scopo è quello di "dissetare" e riequilibrare la pelle e, contemporaneamente, esaltare al massimo l'abbronzatura".

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