Premio L’Oréal-UNESCO a 6 ricercatrici scientifiche under 35

Credits: L'Oréal

Da sinistra: Giulia Pasqual, Gabriella Giancane, Margherita Maiuri, Daniela Rosso, Maria Principe, Gloria Ravegnini

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Donnamoderna.com

Biotecnologie mediche, energia rinnovabile, astrofisica e archeologia gli ambiti di ricerca premiati con una borsa di studio del valore di 20.000 euro l'una. L'obiettivo è promuovere la presenza femminile nella cultura scientifica 

Milano, 11 giugno 2018 È stata una mattinata a sostegno delle donne nella scienza quella che si è svolta oggi presso la Sala di Rappresentanza dell’Università degli Studi di Milano. L’occasione è stata fornita dalla cerimonia di premiazione della 16sima edizione del premio L’Oréal – UNESCO "Per le Donne e la Scienza".

Alla presenza di personalità illustri del mondo scientifico, sei giovani ricercatrici italiane sono state insignite di una borsa di studio del valore di 20.000 euro ciascuna, per continuare i propri ambiti di ricerca. 400 i progetti pervenuti nell’edizione 2017/2018, valutati da una giuria presieduta dalla professoressa Lucia Votano, fisico e dirigente di Ricerca INFN (Istituto Nazionale di Fisica Nucleare): «Mi piacerebbe che le ragazze premiate siano orgogliose dei loro studi e siano consapevoli del valore economico e culturale di fare scienza oggi».

Le rivoluzionarie ricerche delle scienziate che hanno partecipato al premio contribuiranno a far fronte alle sfide del nostro tempo, con soluzioni che aiuteranno a migliorare la salute, adeguarsi al cambiamento climatico, proteggere l'oceano, sfruttare nuove forme di energia, assicurare la produzione di cibo sostenibile e innovare l'industria.

«In quanto azienda che riconosce l’alto valore della conoscenza scientifica e della parità di genere, nel 1998 L’Oréal istituì il premio "For Women in Science", allo scopo di rafforzare il ruolo delle donne in ambito scientifico – ha esordito Francois-Xavier Fenart, Presidente e Amministratore Delegato di L’Oréal Italia – Il contributo dell’UNESCO ci ha aiutato a espandere il programma: il numero di donne che in questi 20 anni hanno abbracciato la ricerca scientifica è cresciuto del 12%. Noi vogliamo una società in cui le disparità di genere vengano superate e dimenticate».

Le sei premiate italiane

- Gabriella Giancane, 35 anni, laureata in Medicina e Chirurgia, specialista in Pediatria – Progetto: Studio sulla sicurezza dei farmaci nei bambini con artrite cronica

«Gli immunosoppressori, farmaci per trattare questa patologia, possono mettere i bambini in condizioni più a rischio di infezioni. Il mio progetto si occupa di analizzare questo rischio per rispondere alle domande che i genitori ci pongono tutti i giorni in ospedale».

- Margherita Maiuri, 30 anni, laureata in Ingegneria Fisica, indirizzo Fotonica – Progetto: Spettroscopia laser ultraveloce per una fotosintesi artificiale

«La spettroscopia è una branca della scienza che studia come la luce interagisce con altri materiali e in che modo è in grado di instaurare certi meccanismi: questo serve a capire ulteriori mezzi per sfruttare il sole come fonte di energia rinnovabile».

- Giulia Pasqual, 34 anni, laureata in Biotecnologie Mediche – Progetto: Identificare i bersagli molecolari del sistema immunitario

«Mi sono occupata di sviluppare una tecnologia che identifichi il modo in cui il sistema immunitario riconosce alcune cellule patogene: questo può aprire la strada a nuovi approcci terapeutici sia per la cura delle malattie autoimmuni che per il cancro».

- Maria Principe, 34 anni, laureata in Ingegneria delle Telecomunicazioni – Progetto: Meta-materiali per aumentare la sensibilità dei rivelatori Virgo e Ligo di Onde Gravitazionali

«Le Onde Gravitazionali, già predette da Albert Einstein, sono delle “increspature” spazio-tempo che ci permettono di capire come funziona la sfera celeste».

- Gloria Ravegnini, 33 anni, laureata in Biotecnologie all’Università di Bologna – Progetto: Le molecole circolanti nel plasma sono alla base delle recidive tumorali?

«Il mio ambito di ricerca si occupa di comprendere se alla base di recidive di tumori rari dello stomaco, siano coinvolti meccanismi epigenetici, cioè che implicano il comportamento dei geni».

- Daniela Rosso, 30 anni, laureata in Storia – Progetto: Il colore e le origini del pensiero simbolico

«Mi incuriosisce sapere se la capacità di pensare così come la conosciamo oggi esisteva già prima dell’arrivo dell’uomo anatomicamente moderno. Questo è possibile attraverso lo studio del pigmento ocra utilizzato nei siti archeologici risalenti al Paleolitico, poiché sappiamo che il colore indica l’esistenza di una capacità cognitiva di tipo simbolico».

Il premio L'Oréal - UNESCO va nella direzione di superare la diversità di genere, poiché il mondo ha bisogno della scienza, e la scienza ha bisogno delle donne.



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