Come sbiancare i denti in poco tempo

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    Credits: Corbis

    Da qualche tempo non ero soddisfatta del mio sorriso. Non ho mai avuto lo smalto bianco porcellana, ma anni di tè e caffè hanno peggioratola situazione.

    Cogliendo l’occasione di una visita di controllo, ho chiesto al mio dentista se potevo ricorrere allo sbiancamento. Lui ha un po’ frenato il mio entusiasmo: avrei certamente avuto un netto miglioramento, ma non avrei potuto raggiungere il cosiddetto bianco assoluto.

    Mi ha spiegato che il risultato dipende molto dal colore naturale e se questo non è candido,non si può pretendere di ottenerlo con una sostanza sbiancante, per quanto concentrata. «E le star del cinema come fanno?» ho chiesto. «Faccette» mi ha risposto. In pratica, denti rivestiti.No, a questo non sarei arrivata.

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    Arriva il giorno X, il dentista mi fa accomodare sulla poltrona e inizia a spalmarmi sulle gengive un fluido protettivo, che si è poi solidificato,perché il gel schiarente può essere caustico.

    Comincio a pensare che lo sbiancamento non sia proprio un trattamento soft, ma il dentista, intuitala mia perplessità, mi tranquillizza: lo smalto non si rovina, tanto è vero che lo sbiancamento si può ripetere ogni 2-3 anni.

    Mi spalma sui denti il gel a base di perossido d’idrogeno (acqua ossigenata,in pratica) a elevata concentrazione. In effetti, dove il fluido protettivo non ha coperto perfettamente la gengiva, avverto un po’ di bruciore, ma niente di insopportabile.

    Poi lo specialista punta sulle arcate dentali una lampada che emette una luce blu e resto così, con il sorriso forzato, per circa 5 minuti. La luce, mi spiega il dentista, serve per rendere ancora più attivo il perossido di idrogeno. Alla fine, risciacquo.

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    Credo di non essere stata in studio più di venti minuti. È proprio un metodo sprint, come mi aveva raccontato un’amica. Ed ecco spiegato perché c’è chi fa lo sbiancamento prima di un appuntamento importante: sorriso smagliante take away.

    Il dentista mi congeda dandomi qualche istruzione:per i successivi 3-4 giorni niente cibi che possano macchiare: tè, caffè, liquirizia, coca-cola, pomodoro.

    Questo perché i pigmenti potrebbero andare a fissarsi sullo smalto ancora fresco dell’azione dello sbiancante,vanificando il risultato. Infine, mi consiglia un dentifricio a base di fluoro per ridurre la ipersensibilità di denti e gengive, un possibile e transitorio effetto collaterale.

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    Per fortuna non ho avuto alcun fastidio,solo la preoccupazione di mangiare il più possibile “in bianco”. Arriva il momento della seconda seduta, in pratica il bis della prima. E al termine, il dentista tira fuori la scala dei colori degli smalti e mi fa notare il prima e il dopo: rispetto alla tinta di partenza, i miei denti si sono schiariti di due tonalità.

    Adire il vero mi sarei aspettata qualcosina in più, ma il dentista mi aveva avvertita. E, comunque, il risultato è ben visibile: il mio sorriso non sarà bianco ceramica,ma di sicuro più brillante e luminoso di prima.

    Ora si tratta di mantenerlo, mi spiega il dottore, con una pulizia annuale e utilizzando dentifrici whitening soprattutto quando bevo il caffè. Infine il conto: circa 400 euro aseduta. Tutto sommato non una cifra esosa (la mia esperienza risale a un paio di anni fa), tenendo conto che lo sbiancamento non va ripetuto spesso.

    Per quanto mi riguarda, a distanza di due anni, non noto alcun peggioramento: un motivo in più per ritenermi soddisfatta.

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    Ecco altri trattamenti professionali e fai-da-te per avere un sorriso da celeb.

    Mascherine Con questo sistema si ottiene il cosiddetto “super white” anche partendo da uno smalto scuro. Il dentista prende l’impronta delle arcate, su cui si modellano delle mascherine cave di silicone. La sera, prima di andare a letto, si riempiono di un gel sbiancante a base di perossido di carbamide al 10 per cento.Si indossano tutta la notte, per due o più settimane.Il trattamento costa in media 6-700 euro.

    Strisce Queste fascette (si trovano in farmacia o nei supermercati) sono imbevute di un gel a base di perossido d’idrogeno al 6 per cento. Vanno applicate due volte al giorno per 30 minuti, per due settimane. Attenzione: i restauri (otturazioni o capsule) non si sbiancano.

    Chewing gum Le gomme da masticare hanno una leggera azione sbiancante dovuta alla presenza di sostanze, come il calcio perossido, che rilasciano ossigeno. In genere si consiglia dimasticare 4 gomme al giorno, ciascuna per almeno 10 minuti, per un periodo di 3 settimane.

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Ringiovanisce il viso come un ritocchino, ma si fa dal dentista. È lo sbiancamento dei denti. Una lettrice lo ha provato e qui lo racconta per noi

La testimonianza è di Simona Cucchi

 

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