Ho scoperto la tintarella spray

Credits: Olycom
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Ricevo un invito inaspettato a un matrimonio e, ovviamente, non ho niente da mettermi. Per fortuna dall’armadio di mia sorella spunta un tubino giallo e bianco, un vintage anni Sessanta. Mi sta a pennello, se non fosse che sono color mozzarella: sembro un uovo in camicia!

«Vado di autoabbronzante?» chiedo a un’amica. «Certo, che altro vuoi fare. Ma, attenzione se non lo stendi bene rischi l’effetto leopardo». Decido di evitare il fai-da-te. Se deve essere abbronzatura finta, che sia almeno professionale.

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Vuoi ottenere un’abbronzatura uniforme in poche ore? L’applicazione professionale di selftan con l’aerografo funziona. Ecco il racconto di chi l’ha provata

ABBRONZATURA IN TUTTA SICUREZZA

L’autoabbronzante è innocuo? «Sì, il DHA, cioè la molecola principale che lo compone, è un derivato dalla canna da zucchero, non è tossico e in genere non provoca allergia» spiega Magda Belmontesi, dermatologa.

«Agisce sulla superficie della pelle, ossidando le cellule dello strato corneo che acquistano così una pigmentazione scura. Il colore è temporaneo, dura 5-6 giorni, il tempo necessario affinché le cellule morte si sfaldino e si rinnovino».

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