Tira fuori le unghie 

Vanno di moda lunghe, anzi lunghissime. Decorate come miniature da collezione, con disegni, glitter, strass e perfino piercing. Sono realizzate dalle mani di vere e proprie artiste (si chiamano nail designer). Volete provare? Seguite questa guida

di Susanna Macchia  - 27 Aprile 2005

Se pensate che le redattrici di bellezza abbiano sempre un aspetto impeccabile dalla testa ai piedi, siete lontane dalla realtà. Nel mio caso, per esempio, trovo che occuparmi del trucco e dei capelli sia così impegnativo che prendermi cura anche delle mani e delle unghie è fuori discussione. Insomma, smalti, lime e forbicine non fanno parte del mio beauty case. Figuratevi lo shock quando, meno di un mese fa, girando per il Cosmoprof (la fiera della cosmetica), ho visto un padiglione di 1.600 mq dedicato esclusivamente alle unghie. E ho scoperto che quello dei prodotti per la manicure (lacche, solventi e altri trattamenti specifici) è uno dei pochissimi settori che, in questo periodo economico poco felice, va a gonfie vele.

Spendiamo 162 milioni di euro per la manicure

In pratica, secondo i dati dell'Unipro (l'unione delle aziende cosmetiche), le italiane arrivano a spendere in un anno circa 162 milioni di euro in smalti e vernici. Più di quanto, invece, investono per ombretti e ciprie. Preso atto di questa nuova "unghiemania", prendo subito appuntamento con Sonia Tajetti, esperta della tecnica americana di ricostruzione delle unghie e titolare a Milano di Queen Nails, un salone di bellezza riservato esclusivamente alle mani.

Sonia è una vera artista delle unghie, le ricostruisce e le decora a mano con i disegni più complicati e, per diventarlo, ha studiato diversi anni negli Usa. Il suo maestro, Tom Holcomb, «è il campione del mondo di questa tecnica» spiega. Scopro così che esistono delle Nailympics, cioè delle "olimpiadi delle unghie" e capisco di essere davvero entrata in un mondo a me, fino a ieri, completamente sconosciuto. Ho una raffica di domande da farle, ma lei mi blocca all'istante: «Faccio prima a passare alla pratica che a spiegare la teoria» dice. Quindi mi fa sedere su una poltroncina, mi prende una mano e comincia il suo lavoro.

Ci vuole un'ora e mezza per una ricostruzione

Per prima cosa, scosta leggermente le cuticole e ne taglia il 50 per cento. «Non di più» spiega la nail artist. «Altrimenti le unghie perdono la loro protezione naturale e lasciano la porta aperta a polvere e batteri». Subito dopo, opacizza la superficie con una lima di cartone. Quindi applica un prodotto (il primer) che, disidratando leggermente la base, farà aderire meglio il collante (una resina dentistica). Fatti questi preliminari passa alla ricostruzione vera e propria. Dopo aver poggiato sotto l'unghia una dima di cartone che serve da base, intinge un pennellino in un liquido e subito dopo in una polvere.

Il mix delle due sostanze si trasforma in un gel che Sonia usa per creare un'unghia tutta nuova, della lunghezza e della forma che decidiamo insieme. Dopo pochi istanti il tutto si solidifica e il primo "artiglio" è pronto. Nel giro di un'ora e mezzo mi fa tutte e due le mani. Me le guardo e sono stupita: mai avuto delle unghie così.

L'unghia cresce di 0,1 mm ogni giorno

Ma quanto mi durerà questa ricostruzione? «Le unghie crescono 0,1 mm al giorno. Quindi tra tre settimane ci sarà bisogno di un ritocco» spiega Sonia. Con un minitrapano limerà la lunghezza in eccesso e ricostruirà la parte nuova appena cresciuta. Il costo totale? 130 euro per la prima seduta, 45 per i ritocchi successivi. Se, poi, voglio una decorazione, l'applicazione di uno strass o un piccolo piercing, la cifra aumenta.

«Circa 10 euro in più per ogni decoro». Chiamo altre Nail spa per capire se i prezzi sono giusti e concludo che, per quanto riguarda la ricostruzione, nessuno scende sotto gli 80 euro, mentre per i ritocchi, la più economica arriva a 40. Le tecniche, però, sono diverse. Molti, anziché fare come Sonia, ricostruiscono le unghie usando delle tip (sottili lamine di poliestere). «Il risultato, però, è identico» sostiene Fabiana Viale, responsabile tecnico della Opi, azienda produttrice di smalti e cosmetici per la ricostruzione. «Dipende solo dalla forma della base naturale e dalla lunghezza che si vuole ottenere alla fine». In media, la parte esterna (quella bianca, tanto per capirci) è di circa mezzo centimetro. «È la lunghezza giusta soprattutto se è la prima volta» dice Gabriella Pasquali, titolare dei saloni Nails&More.

«È un risultato molto naturale e non dà problemi pratici di nessun genere. Con lunghezze superiori bisogna abituarsi a cambiare la gestualità e a usare soprattutto i polpastrelli». Il massimo? «Per le gare si raggiungono anche i 5 cm. Ma, in questi casi, le mani sono praticamente inutilizzabili». Misuro subito le mie: 0,40 mm, perfettamente nella media.

Ci vogliono tre ore per abituarsi

Confesso, però, che all'inizio mi sembrava di avere dei piccoli morsetti che mi stringevano la punta delle dita. La spiacevole sensazione è dovuta al fatto che Sonia, per creare degli artigli affusolati, ha compresso leggermente i lati delle unghie. Mi domando, quindi, se la ricostruzione non abbia controindicazioni. «Assolutamente no». È la risposta unanime di tutte le nail designer che ho intervistato. «Se il lavoro è eseguito correttamente, le unghie crescono normalmente e "respirano" veicolando l'umidità dall'epidermide, senza problemi» dice Fabiana Viale.

Un po' diverso il parere della dermatologa di Milano Ester D'Amore. «Alcune sostanze usate in queste tecniche, alterando il pH della matrice, scatenano la formazione di miceti (funghi) e provocano così problemi di indebolimento e difficoltà nella ricrescita». Il consiglio? «Toglierle immediatamente e andare da uno specialista» dice la dermatologa. Attenzione, però, perché per eliminare le unghie finte non bisogna tentare di staccarle. «Si rischierebbe di asportare anche la base» avverte Sonia Tajetti. «Bisogna andare dall'estetista che le eliminerà sciogliendole con un solvente». Capisco, quindi, che mi terrò i miei artigli da vamp per un po'.

Tornata a casa li mostro al mio fidanzato pensando di suscitare reazioni negative. A lui, invece, sembrano piacere. «Per gli uomini, le mani delle donne hanno sempre una certa carica erotica» dice Roberta Rossi, psicoterapeuta dell'istituto di sessuologia clinica di Roma. «Senza contare che danno l'immagine di una femminilità un po' aggressiva che può suscitare una forte attrazione». Ho capito, quindi, che ogni tre settimane, dovrò segnare in agenda l'appuntamento alla Nail spa per la revisione-unghie. E per stupire davvero tutti, potrei verniciare le unghie del mio cane con i coloratissimi smalti che la Opi ha creato proprio per Fido. Devo ammettere che sulla manicure del cane sono un po' perplessa. Io, invece, chiamo subito Sonia e fisso il prossimo appuntamento.

La dieta che fa bene alla manicure

Spesso si ricorre alla ricostruzione perché le unghie sono  fragili o rovinate. «In questi casi, però, qualche accorgimento nella dieta migliora la situazione» dice la dietologa Pia Bonanni. «Prima di tutto, sono essenziali il calcio e il magnesio. Il primo si trova nel latte e nei latticini. Ed è importante sapere che il latte scremato e i formaggi magri ne contengono la stessa quantità di quello intero e dei formaggi grassi. Per quanto riguarda il magnesio, invece, si trova nella frutta secca. Basta una manciata di mandorle nei cereali a colazione, per almeno due settimane». E le vitamine? «Quella che conta di più è la B12, presente soprattutto nelle verdure a foglia verde. Attenzione però, perché per assorbire le vitamine servono i grassi dell'olio. No, quindi, all'insalata scondita. È dietetica ma, da un punto di vista nutrizionale, è anche un po' inutile».

Tre segreti salva-artigli

«Anche se le unghie artificiali sono davvero resistenti,  molto più di quelle naturali, ed è quindi molto difficile che possano scheggiarsi, è meglio non sottoporle a forti pressioni, da sotto il polpastrello verso l'alto, che potrebbero farle staccare dalla matrice» dice Wendy Pistorio, titolare delle Nail spa Enhancements. Attenzione quindi quando si rifà il letto. Soprattutto se le unghie sono "fresche" e sono state ricostruite nelle ultime 24 ore.

«Se si fanno dei lavori in cui si sta per molte ore a contatto con l'acqua calda e il vapore

(tintoria, cucina dei ristoranti) gli artigli, alla lunga, potrebbero risentirne.

In questi

casi, comunque, usando dei guanti protettivi, si dovrebbe superare il problema. Se, però, si nota un leggero scollamento, è bene andare subito dall'estetista».

«Il vero nemico è l'acetone» continua l'esperta. «Basta qualche goccia per opacizzarle o, se è un prodotto molto aggressivo e se ne usa tanto, scioglierle». Bisogna stare molto attente anche agli anticalcare. Di solito, però, questi prodotti non si usano senza guanti protettivi. Quindi è difficile che le unghie possano entrare in contatto. Per quanto riguarda la candeggina e l'ammoniaca, invece, possono ingiallire,

ma non provocano scollamenti. Più dannoso il petrolio. Attente, quindi, quando fate benzina ai self service.

Donna Moderna consiglia

Attenzione alla forma. Con la punta tondeggiante le unghie sono

molto eleganti e rendono le

mani più affusolate.

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