Viso, arriva Doctor beauty 

di Cecilia Galli  - 20 Giugno 2008

L' autorevolezza scientifica è il primo requisito di un cosmetico del terzo millennio. Più che glamourous, deve essere efficace. Perché l'apparenza non inganna più. E un numero sempre maggiore di donne vuole risultati: immediati e visibili.

Icosmeceutici, quei prodotti le cui formula stanno a metà tra i cosmetici e i farmaci, sono sempre più apprezzati e richiesti. Lo sanno bene le aziende dotate di laboratori di ricerca molto avanzata, che rendono il confine tra le due categorie sempre più labile. E lo confermano le consumatrici. Secondo l'agenzia Marketing Intelligence, almeno il 30 per cento delle donne che acquistano una specialità pretende da una crema lo stesso buon risultato che ci si aspetta da una medicina: risultati visibili a occhio nudo e immediati. «La profumeria, intesa come produzione di cosmetici di lusso, realizzati con sostanze di grande appeal e impatto marketing, ma dall'efficacia incerta, è superata», sostiene Umberto Borellini, cosmetologo a Milano. «Ingredienti lussuosi come l'olio di visone, le perle o attivi dai nomi altisonanti, studiati per colpire l'immaginazione, che fino a qualche anno fa erano sinonimo di formule selettive ed esclusive, oggi non impressionano più nessuno.Le donne cercano sostanza dietro - e dentro - un packaging dal design accattivante. Sono sempre più esigenti, disposte anche a spendere, ma in cambio pretendono credibilità, risposte esaurienti, su misura e tecnologiche». Un approccio globale, a 360 gradi, che parte da un'esperienza medicale: questo è il background  di un cosmetico del terzo millennio. Negli Stati Uniti si chiama Doctor Expertise e sta a indicare quella nicchia di cosmetici che utilizza molecole tecnologiche, testate in vitro con studi e ricerche hi tech, che poi si ritrovano anche in alcuni farmaci.

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