Il cucciolo impara le buone maniere
Insegnare al cucciolo a diventare un cane educato e ubbidiente non è difficile. Basta andare a scuola. Con lui
Annalisa Piersigilli
11/05/2007
Il cucciolo impara le buone maniere

È come per i bambini: anche ai cani le buone maniere vanno insegnate sin da piccoli. Nei primi 60 giorni è la mamma a dare al cucciolo le basi del galateo. Dopo, la palla passa al padrone che fino ai sei mesi (un anno per le taglie più grandi) può plasmarne il carattere.

“Per i cagnolini che stanno crescendo sono previste delle lezioni speciali: sono le cosiddette Puppy Class (lezioni per cuccioli)” dice Mascia Aniello, educatrice dell’importante Centro cinofilo Alaska Kennel di Perugia (tel. 34815828 81, www.cittadinoa4zampe.com). “Le frequentano insieme al padrone, che così può imparare i comportamenti giusti per educare il proprio cagnolino”. E l’esperta ci spiega quali sono.

Mordicchia il padrone
È il passatempo preferito di ogni cucciolo: mordicchiare le dita della mano. Lo fa perché, usando la bocca, scopre il mondo che lo circonda. Ma bisogna togliergli questa abitudine, altrimenti da adulto può diventare pericoloso. “Ci sono due modi” spiega Mascia Aniello. “O si offre all’animale un’alternativa che lo distragga, per esempio gli si dà una pallina. O si smette all’improvviso di giocare con lui e ci si allontana”. Questo per Fido è il peggior castigo, ma serve a fargli capire che i suoi morsetti non sono graditi. La prossima volta non lo farà più perché sa qual è il rischio.

Tira il guinzaglio
Le prime passeggiate insieme e il cagnolino non la smette di tirare il guinzaglio per correre di qua e di là. È normale, lui ha così tanta voglia di esplorare il mondo. Perciò come prima mossa deve essere lasciato scorrazzare in libertà. “Va portato in un posto sicuro, come un giardino o un parco dove, senza costrizioni, possa annusare cespugli, alberi e tutto ciò che colpisce la sua attenzione” consiglia Aniello. Dopo essersi sfogato sarà più disponibile a fare il bravo al guinzaglio. Specie se, mentre sta al passo con il padrone, viene premiato con un biscotto o dei complimenti.

Non ubbidisce
Quando gioca all’aperto diventa proprio come un bambino. Al settimo cielo dalla gioia, non risponde ai richiami. Li ignora perché sa che il più delle volte correre dal padrone significa porre fine al divertimento e rientrare a casa. Che fare? Perché obbedisca bisogna offrirgli una piacevole alternativa come per esempio una carezza o un gioco.

Cerca le zuffe
L’obiettivo principale dei corsi è far socializzare il cagnolino con gli altri animali e gli estranei, per evitare future risse o gesti aggressivi. “Se abbaia bisogna fare finta di niente” dice l’esperta. “Solo se ignorato l’animale si calma. È sbagliato, invece, sgridarlo o allontanarlo tirando il guinzaglio. Si sentirebbe al centro dell’attenzione e, lusingato, ripeterebbe quell’atteggiamento”. Proprio come un bambino.

Sporca in casa
Circa ogni due ore, dopo avere mangiato o dormito, il cucciolo fa pipì. Per insegnargli a farla fuori si deve cercare di prevenire, perseverando con pazienza. Quando è l’ora, va portato a passeggio o messo su un foglio di giornale, e riempito di lodi dopo che ha sporcato. Se il misfatto è già avvenuto, è importante non sgridarlo: penserebbe di essere stato ripreso solo perché fa pipì. Ma nemmeno deve vedere che si pulisce perché si sentirebbe approvato.