Materassi: trova quello che fa per te 

A molle, termosensibile, in lattice, sintetico, futon: il “punto d’appoggio” di corpo e sogni va scelto in base a regole precise. Scopri quali sono

di Carla Zanardi  - 28 Dicembre 2010
 

Da quanti anni dormi sullo stesso materasso? Troppi, se sono più di dieci, ma anche sette-otto sono già abbastanza. È provato: ogni notte rilasciamo, senza accorgercene, un terzo di litro di liquidi (come una lattina di bibita) sotto forma di sudorazione, e in un anno arriviamo a uno-due etti di residui tra forfora e cellule della pelle. Piano piano, tutto si infiltra e ristagna, compromettendo l’igiene. E se ti pare di non riposare bene come una volta, forse è colpa del materasso: con il tempo il suo effetto relax diminuisce!

SCOPRI QUAL È IL TUO TIPO

Non sei un peso-piuma?
È per te il materasso aerato, che traspira e non trattiene umidità anche se sudi molto mentre dormi.
A MOLLE

Carattere perfezionista?
Scegli il materasso a portanza differenziata, vedrai che ogni parte del corpo troverà il sostegno ideale.
IN LATTICE

Non sopporti il caldo?
Cerca quello che smaltisce velocemente il calore, possibilmente con le imbottiture in fibre naturali.
A MOLLE

Sei sempre irrequieta?
Se non trovi mai la posizione giusta, sarai felice se sarà il materasso a seguire i tuoi movimenti.
IL TERMOSENSIBILE

Soffri di allergie?
Non importa a che cosa, devi stenderti su un materiale anallergico e che non trattenga acari e polvere.
IL SINTETICO

Sei una freddolosa?
Affidati a un materiale che trattiene il calore del tuo corpo, così non ti svegli infreddolita nel cuore della notte.
IN LATTICE

Sei salutista meditativa? Niente di meglio che un giaciglio naturale, traspirante, che ti fa sentire in sintonia con l’energia della Terra.
IL FUTON

Vuoi essere ecologica?
Con una schiuma tutta naturale ti sentirai in pace con l’ambiente, perché estratta da un albero e riciclabile.
IN LATTICE

Cerchi le coccole?
Non potrai resistere al materasso che si modella su di te, ti avvolge e ti assicura la massima accoglienza.
IL TERMOSENSIBILE

COME MANTENERLO IN FORMA

Le attenzioni, quotidiane e non, per una perfetta igiene e un buon riposo.
1. Ogni giorno arieggia la camera aprendo le finestre e tirando indietro lenzuola e coperte.
2. Esponi il materasso direttamente all’aria almeno una volta al mese; se è di lattice evita però di metterlo al sole.
3. Ogni mese passa la bocchetta apposita dell’aspirapolvere, a bassa potenza.
4. Sfila e lava il rivestimento, seguendo le istruzioni, una-due volte all’anno.
5. Non usare il pulitore a vapore: penetrando, l’umidità favorisce il proliferare degli acari e la formazione di muffe.
6. Per smacchiarlo usa solo prodotti a secco, o chiedi istruzioni al rivenditore.
7. Non devi arrotolarlo, e neppure piegarlo: rischieresti di danneggiare gli strati interni.
8. Per assestare quello nuovo: nei primi tre mesi, ogni due settimane giralo testa-piedi e voltalo sopra-sotto; in seguito basta una volta al mese.

PROBLEMA ACARI
Quando dormi, se sei allergica puoi essere sollecitata dagli acari annidati nel materasso. Se il tuo non è sintetico, e non è da sostituire, avvolgilo con un coprimaterasso in fibre sottilissime intrecciate (Softbiocare di Bioallergen, da E85), che lo rendono permeabile ad aria e vapore ma bloccano la risalita degli acari e dei loro residui.

PRIMA DELL’ACQUISTO
Non portare mai a casa il materasso senza averlo provato, come una giacca deve adattarsi al tuo fisico. Nel negozio sdraiati per 8-10 minuti su 2-3 tipi, devi essere “accolta”, non sprofondare, né sentirti respingere. Un test? Infila il braccio fra il corpo e il materasso: se passa molto facilmente è troppo morbido, se trova spazio vuoto è troppo rigido; perché sia ok il braccio deve trovare una resistenza media.

CERCA IL MARCHIO DI QUALITÀ
Provarlo non ti basta? Per essere sicura della qualità, cerca l’etichetta con il marchio del Consorzio Produttori Italiani di Materassi di Qualità, che esegue una serie di prove e certifica quelli idonei secondo le norme europee.

LA RETE PIÙ ADATTA
Nessun materasso darà il meglio di sé se lo appoggi su una rete inadatta a quel modello.
Il tipo a molle vuole una base uniforme: l’ideale sono doghe di legno larghe, ma non troppo distanziate (massimo 6 cm), o piano in legno con fori di aerazione; perfetto il sommier
a molle, che potenzia elasticità e sostegno.
Il lattice deve traspirare per smaltire umidità, quindi rete sempre a doghe di legno, ma larghe meno di 7 cm, anche dotate di movimento.
No a reti di metallo (superate): si incurvano e si ritiene conducano le onde elettromagnetiche.

CONTA ANCHE IL RIVESTIMENTO
Meglio se di tessuto naturale, accoppiato con strati di materiali estate-inverno (ovatte di cotone, lana, seta, lino, pelo di cammello, sintetico o misto): questo per isolare, assorbire, e poi smaltire, calore e sudore. Se di qualità il rivestimento è sfilabile e lavabile, anche ad acqua (in lavatrice) e fino a 90 gradi per igienizzare. Difficile? Non sempre, alcuni hanno una cerniera circolare ad anello: la apri, togli un lato, giri il materasso per dormire mentre lavi l’altro e viceversa. Per il massimo del comfort c’è chi impiega tessuti salutisti per i propri materassi. Come Simam: con Aloe Vera per rendere più benefico il sonno; con fibra d’argento anti-onde elettromagnetiche; con nanofibre che non fanno aderire lo sporco.

NELLA FOTO, ABITO PER DORMIRE SLEEPWEAR DI INA NIKOLIC.

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