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Designer donne: intervista a Ineke Hans 

Intervista realizzata in occasione della mostra "Design, il tuo nome è donna. Il bello quotidiano nato dalla creatività femminile"

 - 24 Aprile 2009

Nasce in Olanda nel 1966, da subito appare come un misto fra la creatività del designer, la forza espressiva dello scultore e la coscienza industriale. Dal 1998 il suo studio crea oggetti per tutti i settori, dall'arredamento alla gioielleria, giocando con il rapporto fra oggetto e persona, mischiando in modo anticonvenzionale nuovi e vecchi sistemi produttivi. Molti dei suoi progetti fanno già parte delle collezioni di importanti musei come il Musée des Arts Décoratives di Parigi e il Victoria and Albert Museum di Londra, oltre ad avere vinto numerosi premi internazionali.

"Design, il tuo nome è donna. Il bello quotidiano nato dalla creatività femminile", è il titolo della mostra: perché la donna designer si affaccia da poco tempo al mondo degli oggetti?

Non credo sia una questione di donne o uomini, il punto è sempre la professionalità: sei bravo/a o no? Ho notato una prevalenza di studentesse nei corsi di design, ma questo dato poi non coincide con le proporzioni nel mondo professionale. Significa che le donne sono meno ambiziose? Non credo. Comunque la bravura resta la vera discriminante.

Philippe Starck un anno fa ha dichiarato che il futuro è donna: lo pensi anche tu?

Ripeto, non sono entusiasta rispetto alle discussioni uomo vs donna: il futuro è futuro ed è nostro, dobbiamo costruirlo insieme!

Lo slogan "less is more" ha salvato il design o lo ha troppo semplificato?

La cosa interessante è che il significato che oggi diamo alla parola "design" non esisteva 100 anni fa. La creazione era spesso attenta al contesto. C'era una foresta di querce vicina? Si facevano mobili in quercia. C'erano faggi? Si utilizzava quel legno. L'artigianato era più importante. "Less is more" viene dal desiderio di capire come gestire la produzione industriale, come trovare metodi e schemi per ottimizzare il design. La filosofia del design il più delle volte ha cercato di raggiungere in qualche modo la verità. Io adoro ragionare, ma per me è assolutamente chiaro che non c'è una ricetta per la mia professione. Una delle mie citazioni preferite è: "Il cuore ha delle ragioni che la ragione non conosce".

Ora si parla di energia, innovazione tecnologica, riciclo: pensi che questi elementi possano portare al design nuovi spunti?

Penso che sarà la questione più importante per i prossimi anni. Stiamo vivendo in un mondo fondamentalmente colmo di oggetti e arredamenti. Il design può sembrare decadente. Per me è chiaro che non ha senso aggiungere qualcosa che avremmo potuto fare anche vent'anni fa. Ciò che ha senso è l'innovazione che può riguardare la tecnica, l'estetica, i materiali... Viviamo in un mondo nuovo rispetto a 10 anni fa. Metodi di produzione, poesia, economia, ecologia... in tutti questi settori le cose cambiano e regna l'innovazione. In alcune aree è difficile valutare il cambiamento, ma lo senti nel cuore. Il massimo è quando si riesce ad unire più aspetti innovativi.

Dall'idea al progetto: raccontaci come nasce un tuo progetto e da cosa.

Mi piace il comportamento quotidiano delle persone, le modalità con cui fanno cose prevedibili e inaspettate. Quando le cose non vanno proprio nel verso giusto... si può iniziare a lavorare da lì! Altri progetti nascono dai materiali o dalla tecnica che vengono proposte. Altri ancora da una storia... Da me dipende comunicare che cosa sta succedendo e passare dal progetto al risultato.

Quali sono i pezzi della tua casa a cui non potresti rinunciare?

I miei vasi da fiori.

Cosa ti piacerebbe progettare ancora?

Attualmente mi piace davvero lavorare su prodotti complessi, elementi modulari, multifunzionali che siano belli sia dal lato A che dal lato B. Sono interessata all'utilizzo di nuovi materiali e nuove tecniche. Mi piacerebbe lavorare a un grande progetto d'arredamento d'ufficio o a un progetto in cui sperimentare un nuovo materiale portandolo fino all'estremo limite.

Sguardo al futuro: che cosa suggerisci ad una giovane designer che si affaccia ora al mondo del design?

Segui il tuo cuore.

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