È scoppiata l'ortomania 

Vicino a Milano c'è una cascina un po' speciale. Dove manager e professori coltivano ortaggi. Per mangiare sano. E vivere meglio

di Antonella Trentin  - 04 Maggio 2006

Chi lo direbbe che per sfuggire allo stress della vita moderna bastano un paio di stivaloni e una vanga? Eppure è il trucco di sopravvivenza che escogita, ogni sabato, un gruppo di architetti, manager, personal trainer e impiegati. Caricano i figli in auto e scappano da una Milano intossicata dallo smog e dal culto dell’iperefficienza. La loro meta è la Cascina Santa Brera Grande, un casolare ottocentesco a San Giuliano, con antica abitazione del fattore, silos per il grano, le stalle che affacciano su un’ampia corte.

Ma il traguardo della gita fuori porta è soprattutto l’orto: 4mila metri quadrati di terreno, dove affondare le mani, innaffiare, coltivare e raccogliere 12 specie diverse di pomodori, broccoletti, insalata canasta, barbabietole. In questa giornata d’aprile, a dire il vero, il raccolto è modesto: ciuffetti di porro, lattuga e catalogna. Ma è quel che offrono la primavera appena iniziata, una coltivazione senza concimi e acqua elargita con parsimonia.

«Sono le regole dell’agricoltura sostenibile» spiega Fabio Scafoletti, 42 anni, orticoltore che nella vita reale insegna ai manager l’arte del comando. «Il vantaggio è che noi non facciamo file al supermercato, ci serviamo direttamente dalla terra». Ogni famiglia dell’orto condiviso, così si chiama questa esperienza, versa un contributo di 50 euro al mese e ha diritto a raccogliere la verdura, oltre che zappettare in allegra compagnia.

«L’insalata di qui ci sembra ancora più squisita» sorride Luca Palmieri, 47 anni, personal trainer e orticoltore a tempo perso. «Forse proprio perché l’abbiamo piantata e innaffiata con le nostre mani». L’idea di creare “una isola che non c’è” alle porte di Milano è venuta a tre persone un po’ speciali: Mario Arnò, laureato in agraria e una lunga esperienza nella cooperazione internazionale, Maika Rodriguez Palma, magnifica ragazza spagnola, specializzata in tecniche di coltivazione naturale, e Irene di Carpegna, proprietaria della cascina, che ha deciso di ospitare corsi e laboratori. Come quello che insegna a costruire case ecologiche, con balle di fieno.

«È il sogno di mio marito Alain Lanot, ne vorrebbe realizzare una tutta nostra nell’Oltrepò pavese» sorride Viviana Vignandel, 35 anni, mentre pianta patate insieme agli amici. «Lavoriamo entrambi in due multinazionali e, se non avessimo questo intermezzo di natura, ci sembrerebbe di vivere in un mondo di plastica».

Zappa che ti passa

È inglese il termine che designa quello stato di benessere prodotto dalla coltivazione di fiori, patate e zucchine: Horticultural Therapy. Occuparsi delle piante, infatti, migliorerebbe l’umore e regolarizzerebbe il respiro. Vero o falso che sia, molti Comuni italiani concedono soprattutto agli anziani piccoli appezzamenti di terreno.

Per sapere quali sono basta cercare su www.google.it digitando “orti” e “anziani”. Se invece abitate a Milano, il 14 maggio potrete visitare la Cascina Santa Brera che sarà aperta al pubblico dalla mattina alla sera. Meglio prenotare l’orario della visita, telefonando al numero 029838752.

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