Coltivare lo zafferano, la nuova febbre dell’oro

Credits: Alain Magny
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Conosciuto fin dall’antichità per le sue molteplici qualità, lo zafferano è una pianta originaria del Medio Oriente, che fu importata in Italia intorno al 1300 dal frate Domenico Cantucci, appassionato erborista.
Terminata la sua opera di inquisitore nella Spagna di Filippo II, padre Cantucci portò i bulbi di questa spezia nella sua città natale, Navelli, a 20 chilometri da L’Aquila. E fu proprio su quest’altopiano che si sviluppò la tradizione del commercio e della coltivazione dello zafferano che, nel tardo Medioevo, divenne uno dei fulcri dell’economia aquilana.
Lo zafferano (Crocus sativus Linnaeus) è molto simile ai Crocus primaverili anche se, alle nostre latitudini, fiorisce a partire da ottobre. La sua corolla è in genere color malva, ma a volte anche bianca. Il suo costo elevato deriva dal fatto che ci vogliono 150.000 fiori essiccati per fare un chilo di questa preziosa spezia. Il prezzo medio per un chilo di zafferano va dai 15.00 ai 30.000 euro, ma per profumare un piatto o un tè la dose necessaria è davvero minima: 2 o 3 pistilli bastano e avanzano.

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La cultura dello zafferano affonda le sue radici nell’antichità: il Crocus sativus era infatti già conosciuto in Asia Minore e in molti stati del bacino del Mediterraneo centinaia di anni or sono. Da noi, oggi, questa spezia costosissima viene coltivata nelle Marche, in Abruzzo e in Sardegna: vuoi provare anche tu?

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