Impianti elettronici 

I sistemi antifurto si dividono in due grandi categorie: quelli collegati con una rete di cavi elettrici e gli impianti a onde radio, cioè senza fili. I primi hanno il vantaggio che, tagliando i fili, scatta subito l'allarme, ma i costi di installazione sono piuttosto elevati. Quelli senza fili non richiedono lavori di muratura, ma possono presentare problemi di interferenze

di Marco Biagi  - 15 Giugno 2005

La centralina di controllo

È il cuore operativo di qualsiasi tipo di impianto di allarme (con o senza fili). Il suo compito è quello di ricevere i segnali dai rilevatori (sensori) e trasmetterli ai segnalatori. È dotata di batteria a lunga durata e può essere programmata per difendersi dalle manomissioni. Se qualcuno entra in casa, fa partire immediatamente l'allarme attraverso avvisatori acustici, luminosi o linee telefoniche collegate alla Questura o a istituti di vigilanza privati.

Ricorda che: se la centralina di controllo è troppo complicata, spesso si evita di attivare l'allarme: quindi verificate prima che sia semplice da usare. Alcuni modelli hanno un display grafico che visualizza le informazioni; altri la funzione vocale.

I sensori da interno

In casa, vicino alle porte, alle finestre e, comunque, in ogni stanza, si applicano dei rilevatori formati da piccoli sensori a raggi infrarossi o a microonde. I primi registrano la variazione di temperatura determinata dal calore corporeo di una persona, mentre i secondi sono capaci di captarne il movimento. Sono piuttosto diffusi, inoltre, i sensori a contatto magnetico che segnalano l'apertura di una porta o di una finestra, ma sono inefficaci se viene rotto un vetro.

Ricorda che: i sensori più affidabili sono quelli

che abbinano microonde

e infrarossi: riducono

la possibilità di falsi allarmi.

I sensori da esterno

Questi tipi di sensori integrano quelli installati all'interno e sono da scegliere in base alle dimensioni dello spazio da proteggere. Sia i sensori a microonde che quelli a infrarossi creano delle barriere invisibili che fanno scattare l'allarme quando vengono attraversate. I primi coprono grandi distanze e non vengono disturbati dagli agenti atmosferici, mentre i secondi sono ideali per proteggere i portici.

Ricorda che: i sensori esterni si limitano a fornire avvisi di preallarme. Un sistema di luci ad accensione automatica collegato all'impianto può aumentarne l'efficacia.

Gli avvisatori

I più semplici sono quelli che producono segnali acustici e ottici, con sirene e lampeggiatori. Questi sistemi non possono bloccare gli intrusi, ma servono da deterrente. Garantiscono una maggiore efficacia, invece, quegli apparecchi dotati di teleallarme, che permettono, cioè, di inviare un messaggio vocale o digitale alla Questura oppure a un istituto di vigilanza privato, attivo 24 ore su 24.

Ricorda che: l'allarme deve essere sistemato in punti poco accessibili e lontano da alberi alti che potrebbero attenuarne il suono.

Le telecamere e i videocitofoni

Gli impianti di videosorveglianza, di solito usati negli edifici pubblici, vengono sempre più utilizzati per proteggere le abitazioni private. I più semplici sono i videocitofoni, composti da una telecamera montata accanto al portone e da una postazione interna dalla quale si può osservare il visitatore. Gli impianti più sofisticati, a circuito chiuso, si possono gestire con un pc. Se le riprese sconfinano nello spazio pubblico occorre rispettare le disposizioni legislative per la tutela della privacy.

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