Lo voglio ETNICO 

I salotti orientali ti fanno sognare? Ecco tutti i consigli e gli accessori giusti per allestirne uno a casa tua. Qui trovi anche i trucchi per la manutenzione del bambù

di Studio Bariatti  - 09 Marzo 2006

Guarda al magico Oriente e alla misteriosa Africa, un po' Bangkok un po' Marrakech, il terrazzo arredato con pezzi che arrivano da Paesi lontani: le sedute sono informali (pouf, cuscinoni a terra, materassini) e i tavolini bassi (o sostituiti da vassoi e panchette). Se c'è spazio sufficiente si possono aggiungere letti a baldacchino, chaise-longue e amache per un relax da sogno. Dominano le fibre naturali (midollino, rattan) e i materiali "poveri": paglia, cotone, carta. Le lampade sono sostituite da vassoi pieni di candele e lanterne sospese

Il paravento in midollino nasconde un angolo esotico, un piccolo giardino segreto in cui rilassarsi al riparo da sguardi indiscreti. In alternativa si può usare una parete mobile di cannette o una grande stuoia sospesa da decorare con oggetti provenienti da Paesi lontani o ricordi di viaggio come grandi ventagli cinesi, stampe indiane, tessuti africani, kimono giapponesi.

Le stuoie sovrapposte (sopra decorate, sotto in tinta unita) aggiungono fascino all'atmosfera esotica; accostate le une alle altre ricoprono completamente il pavimento e permettono di muoversi a piedi nudi. Per tenerle ferme al suolo si possono usare sassi o piccoli vasi.

Gli ombrellini di carta dipinta e bambù sostituiscono l'ombrellone; si possono appoggiare aperti direttamente a terra o infilare in un grande vaso per creare piccole zone d'ombra su un cuscino o su un tavolo.

I tessuti appesi alle pareti o al soffitto creano tendoni salva-privacy da scostare a piacere; quinte scenografiche per dare risalto ai complementi d'arredo più originali o per realizzare sontuosi baldacchini ispirati alle "Mille e una notte".

I cache pot sono di maiolica lucida in tinte brillanti, stanno bene riuniti a gruppi di altezze diverse per creare delle coreografiche macchie di colore. In alternativa vanno bene cesti di fibre naturali o bauli in vimini.

L'angolo verde del terrazzo etnico, secondo l'agronomo, è arredato con grandi vasi dove stanno bene le graminacee ornamentali o un alberello come il nespolo, che assomiglia molto alle piante tropicali, tipo il cacao o il caffè. Non possono mancare i bonsai (assolutamente da esterni, come l'acero) che sostituiscono le tradizionali piante fiorite e trasformano il terrazzo in un giardino zen.

La pianta: il bambù.

Perché: resiste al vento, alla salsedine e al freddo. È ideale per fare uno schermo verde e per dividere gli spazi.

Esposizione: sole tutto il giorno. Da evitare le zone in ombra.

Di che cosa ha bisogno: una fioriera lunga e profonda. Acqua abbondante in estate, niente innaffiature in inverno. Fertilizzante in primavera.

La manutenzione del bambù

Gli arredi realizzati in fibre naturali (bambù, midollino, rattan) se tenuti all'aperto acquistano con il tempo una patina che gli dà una piacevole aria calda e "vissuta". Temono comunque l'acqua e devono essere riparati dalle intemperie e dai raggi diretti del sole che possono sbiadirli.

Vanno puliti periodicamente con una spazzola morbida asciutta o un pennello per eliminare la polvere. Nel caso di tracce di muffa vanno passati con uno straccio inumidito con acqua e ammoniaca. Si devono evitare i prodotti contenenti alcol o solventi.

Una curiosità: oggi in commercio ci sono mobili da esterno realizzati con materiali sintetici innovativi che sembrano fibre naturali intrecciate. Hanno nomi difficili da ricordare (Hularo®, Wicker), ma caratteristiche tecniche molto valide: resistono all'umidità, all'acqua, ai raggi solari e a quelli ultravioletti mantenendo inalterati la forma e il colore dei prodotti nel tempo.

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