Le ricette con la crème fraîche dello chef Filippo La Mantia

Cuoco e oste: a Filippo La Mantia piace definirsi così. Portare la cucina siciliana, in modo moderno e rivisitato, sulle tavole degli italiani è la sua missione. Da poco ha aperto un ristorante a Milano, un posto diverso, dove gustare il finger food siciliano in un'atmosfera rilassata, sulle note della musica dei migliori deejay.Dopo Roma, a Milano: cosa ti aspetti da questa nuova avventura?È un progetto molto ambizioso, innovativo da una parte, rompe le regole troppo “ingessate” della ristorazione classica, e tradizionale dall’altra, la mia è una cucina di tradizione... fin dai primi giorni la risposta di Milano è stata sorprendente, mi sento davvero accolto in questa straordinaria città. Ma all’inizio c’è la curiosità di provare un locale nuovo, vedremo fra un po’ di mesi, a regime… Ma i locali sono anche fatti dalla gente che li frequenta. Io vedo persone felici di essere qui, si sentono come a casa loro, e questo è proprio ciò che volevamo.Come descriveresti la tua cucina nel nuovo ristorante?La mia cucina è sempre la stessa, è una cucina di casa, siciliana, alleggerita - come sapete niente aglio, né soffritti vari – è una cucina semplice e replicabile. Niente mi fa più felice di un cliente che si compiace di aver cucinato a casa una delle mie ricette.Sei diventato chef nel 2001, già da grande, cosa ti ha fatto prendere questa decisione di cambiare vita?Sono un uomo fortunato perché vivo di slanci e di passioni. Sono ancora più fortunato perché ho sempre avuto l’opportunità di trasformare una passione in un lavoro. Prima era la fotografia, poi è stata la cucina. E forse ancora di più da quando è diventata il mio lavoro, la cucina è la mia passione più forte, può essere faticosa a livello professionale, ma è pura vitalità.Musica e cucina: come le coniughi?Fanno parte della mia vita, vanno di pari passo, io cucino con la musica e quando ascolto musica penso alla cucina…ma anche metaforicamente sono una la rappresentazione dell’altra: in una cucina come per un concerto è tutta questione di affiatamento, duro lavoro, spirito di gruppo e passione a oltranza!Cucinare a casa: quali sono i segreti che confesseresti alle donne moderne?Aprite il frigo e la dispensa e liberate la fantasia! Basta poco per fare un ottimo piatto! E poi…viva il frullatore!Che consigli dai ai ragazzi che si approcciano alla ristorazione?Devono essere disposti a sacrificarsi, lavorare sodo, non arrendersi, provare e riprovare, ma questo è un consiglio che vale per tutti, in ogni settore… lavorare in cucina è faticoso, sempre in piedi, ritmi, orari, ma quando si fa parte di una brigata affiatata le fatiche sono sempre ripagate. E poi è questione di passione, se non ce l’hai davvero meglio lasciar perdere.

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Un menù intero proposto dallo chef figlio di Palermo, con cui abbiamo fatto due chiacchiere in occasione dell'apertura del suo nuovo ristorante milanese

Il piatto delle origini di La Mantia

"Il piatto che mi riporta alle origine è la caponata. Senza dubbio. La caponata è tutto: è rito, povertà, dignità, colori, profumi, estate, famiglia…. Non per niente rimane il piatto più richiesto nel mio ristorante…e alla sera invece di prendere un biglietto da visita, molti clienti escono dal locale con una porzione di caponata sotto vuoto…ecco il mio biglietto da visita!"

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