Ciliegie: come conservarle

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Le ciliegie sono i frutti della pianta del ciliegio, la cui versione domestica è stata ottenuta dopo numerosi ibridazioni. Da dove arrivano le ciliegie? Secondo fonti storiche sembra che i primi alberi di ciliegio provengano dall’attuale Turchia, più precisamente dalla città di Cerasunte, da cui deriverebbe il nome italiano dialettale ‘cerasa’. Secondo Plinio il Vecchio fu Lucio Licinio Lucullo a portare a Roma i primi alberi nel 72 a.C. Si deve sapere, poi, che ci sono due tipi di ciliegie, che derivano da due specie botaniche diverse: le ciliegie dolci appartenenti alla specie Prunus avium, il ciliegio dolce, mentre amarene e marasche, le cosiddette ciliegie amare, derivano dal ciliegio visciolo, il Prunus cerasus. Si coltivano da metà maggio fino ai primi di luglio.

Saperne di più sulle ciliegie
Le ciliegie rientrano sicuramente nella categoria dei frutti estivo-primaverili più amati non solo dai bambini (…chi di voi da piccolo non le ha mai appese alle orecchie per giocare?), ma anche dagli adulti. Inoltre sono molto gustose e ipocaloriche, quindi è bene inserirle nella propria dieta quando sono di stagione. Contengono acqua (77-87%), zuccheri (11-30%), vitamina A, C e vitamine del gruppo B. Sono, inoltre, una fonte da non sottovalutare di sali minerali, come ferro, calcio, magnesio, potassio e zolfo. La presenza di melatonina favorisce il sonno e gli antiossidanti (chiamati antocianine) hanno importanti proprietà depurative, remineralizzanti ed energetiche; aiutano anche a depurare il fegato e a regolarne l'attività. Frutto diuretico e leggermente lassativo, è da consumare in particolare quando si è sotto stress o spossati o in caso di stipsi. Avvertenze: gli allergici devono prestare attenzione, mentre i diabetici possono approfittarne senza problemi, in quanto le ciliegie contengono uno zucchero, il levulosio, a loro permesso.

Ciliegie di Vignola
Fra le ciliegie più famose ci sono quelle coltivate in provincia di Modena, a Vignola, dalla polpa soda e croccante e dal colore rosso-nerastro. Più precisamente si parla di Moretta di Vignola e, sebbene non se ne conosca con esattezza l’origine, la sua presenza sul territorio modenese e la sua diffusione commerciale risalgono ai primi anni del ‘900. A seconda delle località dove viene coltivata, viene anche chiamata Ciliegia MoraMora di VignolaCiliegia Nera o semplicemente Ciliegia per distinguerla dalle altre varietà a polpa soda, conosciute come ‘Duroni’. Le altre zone adibite alla coltivazione di questa varietà sono la provincia di Bologna, Ferrara, Reggio Emilia e Parma.


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    I primi ciliegi, secondo documentazioni storiche, sono stati importati a Roma dall’attuale Turchia nel 72 a.C.

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    Composta di ciliegie

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    Come impiegare le ciliegie conservate? In squisiti dolci, come le crostate

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    Ciliegie sciroppate

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    Ciliegie sotto spirito

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    Fra le ciliegie più apprezzate ci sono quelle di Vignola, coltivate in provincia di Modena

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    Le ciliegie sono fra i frutti della bella stagione più amati, dalle molte proprietà benefiche

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    Per conservare le ciliegie è possibile ricorrere al congelamento

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    Ciliegie sciroppate servite con yogurt

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    Torta guarnita con ciliegie sciroppate

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    Ciliegie sotto alcol

Ciliegie sciroppate
Come conservare le ciliegie per gustarle anche durante i mesi freddi o impiegarle in golosi dolci? Uno dei modi è sotto sciroppo con un procedimento veloce e del tutto naturale, che preserva sia il sapore sia il colore del frutto. Si inizia privando le ciliegie del piccolo per poi inserirle in vasetti. Una volta riempiti con acqua bollente e zucchero, questi devono essere chiusi ermeticamente e sterilizzati a vapore. Se si desidera, si possono aggiungere degli aromi come cannella, vaniglia o un liquore. Per questa preparazione sarebbe meglio utilizzate le ‘ciliegie duracine’ o ‘duroni’, perché – proprio per la loro consistenza - sono più adatte a essere conservate. Sarà necessario pazientare almeno un mese prima di gustarle. Per non sbagliare affidarsi alla ricetta delle ciliegie sciroppate!

Come conservare le ciliegie?
Altri metodi di conservazione sono i seguenti:
- ciliegie con il liquore/grappa: è il modo più facile per conservare questo splendido frutto in quanto, dopo averle lavate e private di una parte del picciolo (non va eliminato completamente per evitare che si imbevano del liquore/grappa), metterle in un barattolo con del liquore/grappa e zucchero e infine conservarle al buio per due mesi (previa chiusura ermetica dei contenitori, da capovolgere almeno una volta al giorno per 10 giorni). Si possono iniziare a consumare dal terzo mese e si preservano per circa due anni;
- ciliegie sotto aceto: dopo aver fatto bollire l’aceto (da prediligere quello di vino bianco o di mele) e averlo versato sui frutti aperti, lasciar decantare il composto con zucchero e aromi per 12 ore. Infine procedere con la bollitura del composto disposto nei vasetti, da conservare al buio per almeno un mese prima della consumazione;
- ciliegie sotto spirito: per questo tipo di conservazione è necessario utilizzare alcol puro, zucchero e un bicchiere di Porto;
- ciliegie congelate: se si preferisce gustare dei frutti interi e dal sapore più naturale possibile, si può procedere con il congelamento in freezer. Basta disporre le ciliegie su di un vassoio (per evitare che si congelino in un unico blocco di ghiaccio) e riporle nel surgelatore; una volta congelate si potranno inserire in sacchetti alimentari;
- conserva di ciliegie: da spalmare sul pane o le fette biscottate, per farcire crostate o da impiegare in svariati altri modi.

Curiosità
Il primo passo per la conservazione delle ciliegie è spesso l'eliminazione del nocciolo, ma come? È possibile utilizzare un denocciolatore per ciliegie, da acquistare in negozi di casalinghi o, se si preferisce il ‘fai da te’, adagiare le ciliegie su un tagliere, esercitando con il fianco di un coltello un po’ di pressione sui frutti.

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