Come fare la pastiera napoletana: 5 varianti

Se non si è alle prime armi ai fornelli o si ha voglia di sperimentare, perché non cimentarsi con la pastiera napoletana? Un dolce partenopeo antichissimo, tradizionalmente preparato il giovedì o il venerdì santo prima di Pasqua. La leggenda vuole che sia nato quando le mogli dei pescatori lasciavano delle ceste piene di fiori d'arancio, grano, frutta candita, ricotta e uova come offerta per il mare. Speravano infatti che questo permettesse ai mariti di tornare a casa. Il tutto veniva lasciato in spiaggia la sera, ma al mattino gli ingredienti erano stati mescolati dalle onde e nelle ceste si trovava la pastiera. Nella realtà questa torta accompagnava le feste pagane di primavera ed era un augurio di fecondità, ricchezza e vita. Composta per l'appunto da un guscio di pasta frolla e da un ripieno preparato con grano bollito, ricotta, uova, spezie, canditi e scorze d'agrumi, la versione classica prevedeva che gli aromi utilizzati per il ripieno fossero cannella e acqua di fiori d’arancio. Nelle versioni moderne si trovano in realtà accostamenti di gusti e sapori a volte persino azzardati, ogni famiglia campana ha adottato delle personalizzazioni che sono state tramandate di generazione in generazione. Uno spunto è fornito dalla selezione delle nostre ricette dolci e salate.

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