800 g di patate
2 tuorli
100 g di semola di grano duro
150 g di farina "00"
50 g di burro
Per il ripieno:
500 g di ricotta fresca
100 g di ricotta affumicata
60 g di uvetta
2 pere essiccate (o 4 fichi essiccati)
Per il condimento:
2 cipolle rosse di Tropea
2 cucchiai di aceto
un bicchiere di vino rosso
30 g di pinoli
burro
pepe nero di mulinello
sale
Lessate le patate e scolatele quando sono tenere; sbucciatele e passatele allo schiacciapatate. Impastate la semola con 100 g di farina setacciata, i tuorli e il burro a fiocchetti. Amalagamate poi alla purea di patate e lavorate l'impasto fino a renderlo liscio e omogeneo (se necessario, aggiungete uno o 2 cucchiai di farina). Preparate il ripieno: schiacciate la ricotta fresca con una forchettina in una ciotola, grattugiateci sopra quella affumicata, unite l'uvetta e le pere essiccate tritate grossolanamente. Amalgamate e regolate di sale e pepe. Stendete la pasta di patate in una sfoglia dello spessore di mezzo cm da cui ritaglierete dei dischi di 10-12 cm di diametro con un tagliapasta. Mettete al centro di ogni disco un cucchiaio di ripieno, chiudete i calzoni a mezzaluna e sigillateli, premendo i bordi con i rebbi di una forchetta. Affettate le cipolle rosse, soffriggetele in padella con 3 cucchiai di burro (o di olio, a piacere) e spruzzatele di aceto; salate e fate cuocere dolcemente le cipolle finche iniziano a caramellare; bagnatele con il vino rosso e fatelo ridurre della meta, regolate di sale e pepe. Nel frattempo, cuocete i cialzon in acqua bollente salata, scolateli con la schiumarola, conditeli con una noce di burro e con la salsa di cipolle. Cospargete di
pinoli tostati e servite.
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"Colui che ha solo i suoi antenati di cui vantarsi e come una patata: l'unica parte buona e sottoterra"
Thomas Overbury, poeta e saggista inglese (1581-1615)
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