È un argomento delicato, che va affrontato con dolcezza. E non ci si può sottrarre perché, prima o poi, le domande dei bambini sul mondo misterioso della sessualità arrivano. Spesso, però, suscitano imbarazzo e una serie di dubbi: "Potrò spiegargli tutto?", "Quali parole dovrò usare?".
"Sono ansie naturali di ogni genitore" dice Anna Oliverio Ferraris, docente di Psicologia dello sviluppo all'Università La Sapienza di Roma e autrice di numerosi libri sull'infanzia. "Ma i piccoli hanno bisogno di risposte chiare e immediate. Di sesso, quindi, si può e si deve parlare in modo naturale, senza tabù". Ecco i consigli per iniziare.
Pisellino o farfallina? Può succedere durante il bagnetto oppure a scuola. Quando un bambino si accorge che il suo corpo è diverso da quello della sorella o di un amichetto, chiede spiegazioni. "Già chiamare gli organi genitali con il loro nome può mettere a disagio mamma e papà" fa notare la psicologa. "Ma non bisogna preoccuparsi. Vanno bene le stesse parole usate dai bambini: "pisellino" e "farfallina". Se, invece, si vogliono usare fin dall'inizio termini scientifici, consiglio di leggere insieme ai figli uno dei tanti libri educativi che si trovano in commercio. Hanno un bollino che segnala a quale età sono rivolti, adottano il linguaggio più adatto e danno la possibilità di seguire un percorso facile, illustrato da disegni colorati".
Inizia da un seme "Mamma, come sono nato io?". Dai quattro ai sei anni, i bambini sono molto curiosi sull'origine della vita. "Così piccoli, sono propensi a credere alle spiegazioni fantastiche, però è meglio non raccontare la storia della cicogna. Dà un'idea sbagliata" dice la psicologa. Oltretutto, i bimbi sono smaliziati perché in tivù guardano immagini di sesso esplicite e non si accontentano delle favole. "L'approccio giusto è spiegare che il neonato si forma nella pancia della mamma" prosegue l'esperta. "Evitando le divagazioni su fiori e api: ai bimbi interessa sapere da dove arrivano loro, non altre creature. Si può dire, quindi, che papà ha messo un "semino" e la mamma lo ha accolto in un "ovetto" per nutrirlo e farlo crescere".
È un atto d'amore A questo punto, i più grandi, a circa otto anni, chiedono altri dettagli su come il seme si è fatto strada nel corpo femminile. "Però non si deve parlare del concepimento in modo tecnico" avverte Anna Oliverio Ferraris. "Occorre sottolineare che è un gesto d'amore. E capita quando un uomo e una donna si piacciono e dormono insieme".
Una cosa da grandi Limitarsi ad accennare che un figlio nasce perché papà e mamma dormono insieme, però, può confondere i piccoli: "Se dormo con Laura, le cresce un bimbo nella pancia?". "Questa domanda rivela la paura di crescere in fretta" dice la psicologa. "Il genitore, allora, per rassicurarli, dovrà aggiungere semplicemente la verità. Cioè che fare l'amore e avere un figlio è una cosa da grandi. E dà sensazioni bellissime che anche loro, un giorno, vivranno".
Un libro per ogni età
A quattro anni C'è una piccola enciclopedia della vita sessuale: "I bambini non li portano le cicogne" (di I. Fougère, con illustrazioni di B. Bone, Emme edizioni). Dai cinque in su I misteri del concepimento spiegati ai bambini in "La mia nascita" (ed. Giunti Kids). Usa parole scientifiche ed è accompagnato da fumetti colorati. Dopo i sette Affronta tutti i temi della sessualità, compreso come difendersi dagli abusi: "Come nascono i bambini" (di R. Harris, illustrato da M. Emberley, ed. Emme). |