Bambini e videogiochi. Una questione di misura

Come insegniamo ai nostri figli ad attraversare la strada, spetta a noi anche insegnargli a videogiocare

Isabella Fava

27/08/2008


Secondo un’indagine della Swg di Trieste, il 56 per cento dei videogiocatori minorenni ha dai 3 ai 12 anni e l’89 per cento dei genitori ha paura che stiano troppo alla console.

Microsoft è corsa ai ripari: sulla sua Xbox 360 c’è un sistema che permette a mamma e papà di controllare quanto tempo il bambino ci gioca. Non solo, in collaborazione col Moige, il Movimento italiano genitori, ha iniziato una campagna di educazione nelle scuole (http://giocasicuro.msn.it).

«Il videogioco fa parte della vita dei bambini. Non possiamo non tenerne conto. Per loro è uno svago, li aiuta ad acquisire abilità» dice Maria Rita Munizzi, presidente nazionale del Moige. «Per questo, come insegniamo ai nostri figli ad attraversare la strada, spetta a noi anche insegnargli a videogiocare».

«Ci sono bambini che passano ore davanti a un videogioco» avvisa Munizzi. «E può diventare dannoso: si creano dipendenza, ansia da prestazione. I genitori non devono abbassare mai la guardia e devono controllare che i contenuti non siano violenti».