Dossier: Giochi, passatempi e attività da fare con i bambini

Chi ci sarà sotto la maschera?

11/10/2007


SCOPRI I NOSTRI SUGGERIMENTI PER CREARE CINQUE FACILI COSTUMI

C’era una volta il Carnevale

Il Carnevale è una festa così antica che nemmeno l’origine del suo nome è certa.
I più sostengono derivi da carne-levare poiché il Carnevale cade prima dell’inizio della Quaresima cristiana in cui non si mangiava la carne e si doveva fare penitenza.

Al di là del nome, in tutte le epoche esistevano dei momenti in cui si poteva dare libero sfogo alla voglia di sovvertire le regole dello stare insieme e queste tradizioni sono confluite nel Carnevale.
Le notizie di questi festeggiamenti prima della Quaresima cominciano nel Medioevo, un’epoca dove le norme e la morale erano molto rigidi.
Il Carnevale era così una specie di valvola di sfogo: tutto o quasi era permesso, il mondo poteva andare alla rovescia.
E così gli uomini si travestivano da donne, si copiavano gli abiti di popolazioni esotiche e lontane, il povero diventava ricco, l’onesto faceva il brigante, oppure si rappresentavano le stagioni, gli animali, la natura e molto altro.

Oggi il Carnevale ha perso la sua carica “liberatoria”, ma grazie alla popolarità delle maschere e al divertimento che comunque accompagna quanti sfilano per le vie, resta una delle ricorrenze più amate e popolari d’Europa. Pensate soltanto a quante associazioni esistono in ogni parte d’Italia che si dedicano alla creazione dei carri e alla preparazione dei costumi.

La nascita di Pulcinella e dei suoi compari

L’uso delle maschere comincia con la Commedia dell’Arte dalla fine del ‘500.
In questo tipo di teatro non c’erano dei copioni che venivano imparati a memoria e recitati, si usavano i canovacci, testi che descrivevano a grandi linee la struttura della storia; la recitazione era lasciata alla libera interpretazione e all’improvvisazione degli attori. I protagonisti delle varie commedie erano personaggi tipici, che venivano rappresentati con delle maschere sempre uguali, in modo che il pubblico potesse riconoscerli.

Tra i più noti vi erano i servitori, distinti grosso modo in due categorie: i più scaltri che riuscivano sempre a cavarsela come Brighella, Beltrame, Truffaldino, Stoppino, e i servi pasticcioni che non ne combinavano mai una giusta, con sommo divertimento degli spettatori. Tra questi Arlecchino e Pulcinella che sono diventate le maschere più famose.
Altri personaggi tipici erano il signore sapiente, o meglio saccente, Dottor Balanzone, oppure il mercante avaro Pantalone, la bella e dolce servetta Colombina.

Le maschere più famose

Ecco la descrizione di alcune tra le maschere più note. I personaggi sono quasi sempre maschili, ma negli ultimi anni anche le bambine amano vestirsi da Pulcinella o da Arlecchino.

Pulcinella
Tipica maschera napoletana, ha la gobba e il naso adunco, veste con un camiciotto ed un pantalone, entrambi bianchi, e una mascherina nera. Impertinente, pazzerello e chiacchierone, di mestiere fa il servitore, ma cerca sempre di non lavorare.
Il suo nome deriva da Polece, pulce.

Balanzone
È la maschera tipica di Bologna, dove nacque la prima università in Europa. È burbero e brontolone, vuole dimostrare di essere un grande sapientone quindi parla e soprattutto straparla appena può. Indossa un abito e una lunga toga nera dalla quale spuntano un grosso colletto ed i polsini bianchi.
Il suo nome deriva da Balanza, bilancia, simbolo della giustizia e degli studi legali.

Arlecchino
Una delle maschere più amate ha un nome che viene direttamente.dall’inferno: il germanico Hölle König (re dell’inferno), traslato in Helleking, poi in Harlequin. Arlecchino è un servo irriverente e scanzonato, che ama far scherzi e divertire le persone. La sua origine è bergamasca (bergamasco era l’attore che lo portò sulla scena, Alberto Naselli), il suo abito è una corta giacchetta con calzoni attillati coperti di pezzetti di stoffa di vari colori messi senza ordine, mezza maschera nera col naso adunco, berrettone nero morbido in testa.

Gianduia
Famosa maschera piemontese, rappresenta il buon uomo, amabile e onesto, amante del buon vino, da cui deriva il suo nome Gioan d’la douja (in dialetto piemontese douja vuol dire vino). Veste una lunga giacca marrone bordata di rosso, con in testa un cappello a tre punte, sotto il quale spunta un codino girato all’insù legato con un nastro rosso. Queste maschere a Carnevale distribuivano alle persone dei cioccolatini .che nel tempo sono diventati i Gianduiotti o Gianduia.

Un, due, tre, queste maschere sono per te

Per abbigliare i vostri bambini con le maschere tradizionali sono necessari tempo e impegno, oppure si può acquistare un costume già pronto.
In alternativa, se semplicemente volete qualcosa di veloce per una festa in casa o a scuola, vi proponiamo diversi costumi nella scheda mentre qui di seguito potete trovare dei link per stampare e ritagliare delle allegre maschere per il viso, che potrete poi colorare a piacere con i vostri bambini.

Maschera da Farfalla

Maschera da Coniglio

Maschera da Sole

Maschera da Rana

Maschera da Elefante

NOTA BENE
Le schede sono in formato “.pdf”:
per visualizzarle puoi scaricare il software gratuito Adobe Reader cliccando qui


INVIA AD UN AMICO