La bellezza? Anche un antidoto contro ansia e depressione. Lo dice l’Oms, l’Organizzazione Mondiale della Sanità, nello studio Health Evidence Network Report del 2019, affermando che l’arte e la partecipazione culturale «possono contribuire in maniera significativa al benessere psicologico, aiutando a ridurre ansia, depressione e isolamento». E lo dimostra anche il progetto ART4MIND, nato dalla collaborazione tra Unhate Foundation e Fondazione Policlinico Universitario Agostino Gemelli IRCCS, che porta arte e creatività dentro ai percorsi di terapia psichiatrica.

ART4MIND, la terapia dell’arte

Come? Grazie ad ART4MIND, il reparto di day-hospital della UOC di Psichiatria del Policlinico Gemelli diventa uno spazio vivo, in cui artisti, scrittori e poeti trascorrono periodi di degenza insieme a medici e pazienti, per osservare, ascoltare e soprattutto creare insieme. Nascono così laboratori, performance e piccole opere condivise, che producono effetti a volte insperati. «È per noi un onore e una grande sfida lavorare assieme alla Fondazione Policlinico Gemelli nello sviluppo di ART4MIND» ha commentato l’ideatore e presidente di Unhate Foundation, Alessandro Benetton.

«Si tratta di un progetto che rappresenta perfettamente la nostra visione: trasformare le fratture in opportunità, percorrendo nuove strade e sperimentando metodi innovativi. In un momento storico in cui la salute mentale è ancora stigmatizzata, specialmente tra i giovani, con questa iniziativa intendiamo mettere in sinergia competenze di mondi diversi per far crescere un nuovo modello di cura e ricerca di frontiera e rispondere alla nostra missione di sanare le ferite sociali che alimentano il disagio, l’isolamento e, di conseguenza, anche l’odio».

Un toccasana per la “generazione ansiosa”

Daniele Piacentini, Alessandro Benetton e Irene Boni.

Il riferimento ai giovani non è casuale: secondo l’Istat in Italia più del 40% degli under 35 ha sperimentato ansia o depressione nell’ultimo anno. E la cura, in questi casi, non passa solo da farmaci e dalle sedute con esperti, ma anche dalla relazione, l’immaginazione e la creatività. Come nel progetto ART4MIND di Unhate Foundation, che prevede anche la realizzazione di una piattaforma in cui medicina, cultura, arte e tecnologie digitali danno vita a un nuovo modello per la cura del disagio mentale.

Unhate Foundation è infatti una realtà sostenuta da Edizione, Mundys e Aeroporti di Roma e impegnata nel contrastare il disagio giovanile e la polarizzazione sociale attraverso l’arte, lo sport e la cultura. Un altro esempio è il programma 10 Days for di Mundys, capogruppo internazionale nelle infrastrutture e nei servizi per la mobilità: tutti i dipendenti possono dedicare dieci giornate lavorative, interamente retribuite, al volontariato presso enti del terzo settore. Una dimostrazione del fatto che prendersi cura degli altri non è qualcosa che si fa “dopo il lavoro”, ma che può entrare a far parte della nostra quotidianità.