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Confessare un tradimento al partner: le mosse giuste 

Un'avventura non è necessariamente sinonimo di crisi e spesso alla verità preferiamo confortevoli illusioni. Se capita, vige la regola del negare, sempre. Ma se la relazione è finita allora segui queste regole.

di Alessia Sironi
Credits: 

Shutterstock

 

Siamo tutti cresciuti con la famosa regola del negare sempre, anche davanti all'evidenza. Anche perché, diciamolo, a volte una semplice avventura non è necessariamente sinonimo di una crisi profonda e spesso e volentieri preferiamo crogiolarci in confortevoli illusionismi di una vita di coppia perfetta (o quasi) e occultare il tradimento.

Secondo un'indagine svolta da Incontri-Extraconiugali.com, il 48% degli italiani decide di tacere riguardo i propri tradimenti, mentre solo il 13% opterebbe per una sincera confessione con tutte le conseguenze del caso: chi decide di non confessare, lo farebbe perché il tradimento non è sintomo di problemi all'interno della coppia, al contrario, chi vuota il sacco, lo farebbe perché ormai la relazione si è conclusa e il tradimento è solo l'evento scatenante della rottura.

Ma sai qual è la verità? Che esiste perfino un 39% che non ha avuto scelta perché colto in flagrante oppure 'avvisato' cortesemente da parenti e amici in comune, che hanno pensato (erroneamente) fosse meglio intervenire. Così, anche se la teoria della negazione e del silenzio è ormai stata sdoganata e i più incalliti Don Giovanni non ammettono una relazione extraconiugale anche davanti a prove inconfutabili, ci sono casi estremi in cui è meglio confessare l'adulterio. E procedere nel modo meno doloroso possibile (soprattutto per il povero tradito).

Affrontare l'infedeltà a viso aperto, dicono gli esperti, potrebbe addirittura rafforzare l'unione: ci sono tradimenti e tradimenti e avere una storia d'amore parallela o un'avventura di una notte, non è esattamente la stessa cosa. Inoltre, omettere l'adulterio è sì una bugia, ma anche un indicatore di maturità: se il tuo è stato uno scivolone a causa di un calo di autostima o bisogno di conferme, restare in silenzio potrebbe essere un modo per preservare il partner da un dispiacere inutile, imparando la lezione dai tuoi errori e prendendotene tutta la responsabilità.

Frank Pittman, un famoso psichiatra esperto di relazioni affettive, dice che ci sono quattro tipi di infedeltà - quella involontaria (si tratta di un rapporto non voluto che capita a volte quando si è ubriachi ad esempio); il tradimento romantico (incontri qualcuno di speciale mentre tu stai vivendo una grande crisi); l'accordo matrimoniale (avviene quando non vuoi ammettere che il tuo matrimonio è agli sgoccioli); e infine il tradimento del donnaiolo (quello vissuto da uomini e donne che hanno continuamente bisogno di affermare la loro virilità) - ma un unico modo per affrontare l'annosa questione.

Inizia a confidare il problema a qualcuno di fidato che conosce entrambi e con cui confrontarti: ricorda infatti che il tradimento non è un atto che si cancella con una semplice ammissione di debolezza. Paradossalmente è più facile essere perdonati se si dimostra di essere sicuri di se stessi e consapevoli al 100% di aver commesso una 'cavolata'.

Sii decisa nella confessione e non girarci intorno: se hai deciso di confessare fallo da adulta e responsabile.

Tieni presente che quando confessi è molto probabile che il tuo 'reato' verrà utilizzato contro di te in futuro.  

Devi sapere comunque una cosa importante prima di confessare. Anzi due. La prima è che i rapporti extraconiugali sono la principale causa di divorzio. E la seconda è che solo il 3% degli uomini infedeli alla fine lascia la propria moglie e si sposa con l'amante. Ma ben il 75% delle persone che sposano le loro amanti prima o poi divorziano!

Ne vale quindi davvero la pena?

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