7 cose che (forse) non sai su Torino

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    Di Torino si dice che vi sia una città nella città, fatta di nascondigli e passaggi segreti, e secondo la tradizione esoterica più antica Torino si troverebbe al vertice del triangolo di magia bianca e di magia nera. Anche l'orientamento di alcuni sontuosi palazzi cittadini non sembra essere lasciato al caso: dalle chiese ai monumenti più rappresentativi, fino alla pianta di alcune sue piazze, sono numerosi i simboli esoterici presenti in tutta la città. Ma oltre alla magia, a Torino c'è di più: la bella Parigi italiana vanta infatti alcuni primati che la collocano la città al centro del panorama europeo, conferendole ancora più lustro e prestigio. Attraverso un mini tour virtuale in sette tappe, vi vogliamo svelare 7 curiosità di Torino, nascoste tra i suoi vicoli e palazzi, dietro i simboli esoterici, tra le righe di storie e leggende secolari.

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    Il secondo Museo egizio più grande del mondo. Qualcuno sostiene che Torino sia stata fondata dagli antichi Egizi, ma non c'è alcuna prova a sostegno di questa tesi. Eppure, il caso ha voluto che proprio a Torino, e non altrove, sorgesse il secondo più importante Museo Egizio del mondo, dopo quello del Cairo. Il Museo Egizio di Torino è, come quello della capitale dell'Egitto, dedicato esclusivamente all'rte e alla cultura dell'Egitto antico. Il Museo Egizio, propriamente detto Museo delle Antichità Egizie, è costituito da un insieme di collezioni che si sono sovrapposte nel tempo, alle quali si devono aggiungere i ritrovamenti effettuati a seguito degli scavi condotti in Egitto dalla Missione Archeologica Italiana tra il 1900 e il 1935.

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    Il mercato di Porta Palazzo a Torino vanta il primato di essere il mercato all'aperto più grande d’Europa. Un ambiente multietnico nel quale colori, lingue, costumi, odori e sapori si mescolano in modo pittoresco, dove acquistare prodotti direttamente dai contadini che li producono, in una sezione del mercato ad essi dedicata. È sì il più grande mercato all'aperto d'Europa di frutta e verdura, ma è soprattutto uno degli angoli più autentici della città, un mix unico che mette insieme le vecchie «madamine» che arrivano ogni mattina per comprare a buon prezzo, i nuovi contadini cinesi, gli agricoltori delle valli piemontesi e gli abili venditori arabi. Oltre agli alimentari, in vendita anche capi d'abbigliamento, casalinghi, giocattoli e specialità provenienti da tutto il mondo.

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    La Torino magica. Si legge spesso che Torino starebbe al vertice di un triangolo di magia nera, con  Londra e San Francisco, e di magia bianca con Lione e Praga. O, ancora, che l'antica città sabauda sia percorsa da due correnti energetiche opposte, date dallo scorrere del fiume Dora (polarità femminile) e del fiume Po (maschile), che scorrendo nel sottosuolo conferirebbero alla città un polo di energie telluriche positive da un lato e negative dall'altro. Naturalmente, in funzione delle diverse teorie, gli esperti hanno cercato elementi per dimostrare ciascuno la propria tesi, trovandoli tra i monumenti e i simboli più rappresentativi della città. Nel corso degli anni queste si sono sedimentate varie storie e leggende che hanno portato alla credenza che la città in due: da un lato la Torino della magia nera, dall'altro la Torino della magia bianca.

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    I luoghi della magia bianca. La «Torino bianca» si esplica perfettamente nella statua della Fede, posta di fronte alla chiesa della Gran Madre, che guarderebbe nella direzione dove si trova il Santo Graal. La Mole Antonelliana sarebbe una gigantesca antenna che irradia energia positiva su Torino. Leggenda vuole che toccare il mignolo di Cristoforo Colombo nel bassorilievo in piazza Castello porti fortuna, e che lo spazio tra le statue dei due Dioscuri (Castore e Polluce) in Piazzetta Reale sarebbe particolarmente "energetico". Anche il toro dorato sotto i portici di piazza San Carlo è un simbolo portafortuna, mentre la fontana Angelica in piazza Solferino sarebbe un concentrato di simbologia massonica. Al Valentino, la fontana dei Dodici Mesi sorgerebbe nel punto dove si sarebbe schiantato il carro solare di Fetonte. I guardiani di porta, che mostrano la lingua, proteggerebbero invece gli edifici dalle influenze negative. In via Gioberti, 32, infine, c'è l'enigmatico e magico quadrato del SATOR, che si presta a varie magiche spiegazioni.

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    I luoghi della magia nera. Tra i luoghi e i monumenti che meglio rappresentano la «Torino nera», ci sono la stele posta nel giardino a margine di piazza Statuto, che indicherebbe il punto in cui batte il cuore nero della città. Nella stessa piazza domina una statua che sarebbe un omaggio a Lucifero. A Valdocco la statua del Cafasso ricorda il luogo in cui avvenivano le esecuzioni capitali per impiccagione. All'interno della cupola della chiesa di San Lorenzo, affacciata su piazza Castello, archi e finestre disegnano inquietanti volti diabolici. C'è, infine, la misteriosa sigla FERT, scelta dai Savoia come loro motto, che rinvia a un'epoca di alchimisti e operatori dell'occulto al servizio della corte.

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    L'edificio più stretto di Torino (e non solo). Oltre ad essere l'edificio più stretto di Torino, Casa Scaccabarozzi, che in un lato misura solo 54 centimetri, è anche quello con il soprannome più insolito. Più comunemente conosciuta come Fetta di Polenta, Casa Scaccabarozzi deve il suo soprannome oltre che alle ridotte dimensioni, al colore giallognolo della sua facciata. La paternità della Fetta di Polenta è attribuita a Alessandro Antonelli che, si racconta, abbia costruito l'edifico più per scommessa che per necessità. Nel panorama urbano Torinese sicuramente questo edificio non passa inosservato, ma a stupire di più è proprio il fatto che sia riuscito a sopravvivere ad eventi che hanno letteralmente gambizzato gli edifici nei dintorni: nel 1852 resistette all'esplosione della Regia Polveriera di Borgo Dora, e ancora al terremoto del 1887, così come ai bombardamenti della Seconda Guerra Mondiale. Il segreto della sua forza è nelle sue solide e profonde fondamenta: due dei nove piani della casa sono infatti sotterranei. Attualmente la Fetta di Polenta è adibita a galleria d'arte. E ancora si regge perfettamente in piedi!

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    La Torino misteriosa. Per chi vuole fare un tuffo nella Torino magica, costellata di storie che vantano tradizioni esoteriche secolari, non vi è che l'imbarazzo della scelta. Basta andare in una delle strade più centrali della città, dove c'è il palazzo Trucchi di Levaldigi, detto anche «Il palazzo della porta del diavolo». L'edificio vanta da sempre una fama sinistra e intorno ad esso vivono leggende davvero curiose. Sul portone, stupendamente intagliato nel legno, adorno di frutta, fiori, cupidi, spicca il batacchio raffigurante il Diavolo sogghignante che scruta i passanti. Si narra che nel 1790 nel palazzo, durante una festa mondana una ballerina venne misteriosamente pugnalata a morte. Né il colpevole, né l’arma del delitto vennero mai trovati. Un po’ di anni dopo fu il turno di Melchiorre Du Perril, un soldato di cui, dopo essere entrato nel palazzo, non si seppe più niente. Nessuno lo vide uscire né sapeva dove fosse. Vent'anni più tardi dei muratori trovarono il suo scheletro murato all'interno del palazzo.

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Il capoluogo piemontese è una città elegante e operaia allo stesso tempo. Vi diamo almeno 7 motivi per visitarla subito

Volendo descrivere Torino in tre aggettivi, l'antica capitale sabauda è inaspettata, elegante e misteriosa. Inaspettata per la bellezza che svelano alcuni suoi scorci; elegante per la raffinatezza e lo stile dei suoi palazzi, degli antichi caffè, dei giardini e dei porticati. Ma fra tutti, forse quello che incuriosisce e affascina di più di Torino è il suo volto misterioso, che la dipinge come una città popolata di leggende, di occultismo e di simbolismo esoterico. Vi diamo almeno 7 motivi per visitarla subito, nel caso non lo aveste ancora fatto.

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