Portafoglio, la parola d’ordine è “diversificare” 

In un mercato sempre più difficile da interpretare, investire i propri risparmi con accortezza non è semplice. Scegliendo titoli non correlati tra loro si può cercare un equilibrio tra sicurezza e rischio.

di DonnaModerna.com consiglia
 

Scorrendo le pagine economiche dei quotidiani ti gira la testa? È una reazione comprensibile: non solo in un mondo globalizzato i mercati sono sempre più complessi, ma lo scollamento tra economia reale e flussi di denaro dei mercati finanziari ha reso e le operazioni di finanza quasi del tutto indipendenti dalla produzione reale di beni e di servizi. In questo scenario, il risparmiatore deve riflettere attentamente sul processo che in termine tecnico viene detto di asset allocation, cioè quello mediante il quale decide come distribuire il proprio capitale tra diversi investimenti possibili.

Nel settore mobiliare gli investimenti possono essere allocati in base all’orizzonte temporale (breve/medio/lungo termine) oppure in base alla natura dell’investimento, ad esempio in titoli di debito (come le obbligazioni) o in titoli di capitale (come le azioni). Lo scopo dell’asset allocation è quello di trovare il migliore equilibrio tra rischio e rendimento, tenendo conto delle esigenze e delle aspettative del risparmiatore.

Come da tradizione, i titoli di stato (BOT, BTP) sono l'investimento più sicuro perché garantiti dallo Stato. Il rovescio della medaglia è che in questo periodo fruttano interessi bassissimi. Investire in azioni di società quotate in borsa, invece, può essere più proficuo, ma è anche più rischioso, perché il guadagno dipende dall'andamento dell'azione. Investire in fondi comuni, poi, può essere una buona idea dato che sono gestiti da personale specializzato. Esiste anche la possibilità dei depositi vincolati offerti dalle banche: il capitale versato non sarà disponibile per un determinato periodo di tempo e gli interessi, seppure non altissimi, sono piuttosto interessanti per questo momento storico. Lo stesso dicasi per i buoni fruttiferi postali: considerati obsoleti, recentemente stanno tornando in auge.

Quel che è certo, però, è che concentrare tutto il capitale su un solo titolo è un errore: la diversificazione, infatti, è la strada maestra per ridurre il rischio. Investendo in titoli che non sono correlati tra loro, se uno non dovesse essere in grado di fruttare secondo le attese, è possibile che gli altri – o alcuni di essi – seguano un diverso andamento, fornendo prestazioni di ottimo livello e quindi compensando le perdite dei primi.

Attenzione però, diversificare non significa polverizzare il portafoglio: ogni investimento ha costi, vantaggi e svantaggi e molto spesso solo una consulenza professionale è in grado di indirizzare al meglio. È importante ricordare, poi, che gli indici di rendimento di qualsiasi prodotto finanziario sono sempre legati a ciò che si è già verificato e non sono mai una garanzia per quanto avverrà in futuro.

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