Il conto giusto per te 

Non esiste il conto corrente perfetto, esiste quello che meglio si adatta alle tue esigenze: ecco come scegliere il “tuo” conto.

 
Tag: soldi, risparmio

Già da diversi decenni il materasso non è più il posto giusto per custodire i tuoi risparmi, perché – si sa – dormirci sopra non è una buona idea, come già ci insegnava la principessa sul pisello. Certo che, al momento di scegliere un conto corrente bancario, mille interrogativi affollano la mente. Come trovare il conto giusto per te?

La risposta suona solo apparentemente banale: il conto corrente migliore è quello che si adatta meglio alle tue esigenze. Insomma, per scegliere bene devi prima partire da te e non dalla banca, e definire chi sei e per quali necessità apri un conto corrente. Prendi carta e penna e individua che tipo di cliente potresti essere. Quante operazioni al mese pensi di eseguire? Hai bisogno di un conto corrente per esigenze personali o famigliari? Le due domande sono strettamente collegate: se, infatti, ti serve un conto per la famiglia – per prelevare, pagare le bollette, richiedere prestiti e finanziamenti – le operazioni saranno molto numerose, perciò dovrai fare attenzione al costo di ognuna.

A questo riguardo, esistono tre tipi di conto corrente: i conti ordinari, che associano un costo per ciascuna operazione, i conti in convenzione, dedicati ai membri di associazioni che hanno stipulato accordi precisi con alcune banche, e i conti a pacchetto che associano un canone annuale per alcuni servizi. Questi ultimi si distinguono in conti con franchigia e senza franchigia a seconda che il numero richiesto di operazioni gratuite sia limitato o illimitato.

Quali sono i costi? I costi si distinguono in variabili e fissi. I costi fissi non dipendono da quanto utilizzi il tuo conto e sono ad esempio l'imposta di bollo richiesta dallo Stato (anche se esistono conti correnti che coprono l'importo dell'imposta) e le spese di invio di documentazione (estratti conto, lettere contabili, anche se ormai si può richiedere quasi sempre un invio telematico). Se ti serve una carta di credito o di debito, poi, devi sapere che queste, solitamente, avranno un costo annuo fisso. I costi variabili invece dipendono dall'uso del conto: dal numero di operazioni e dal tipo di operazioni, per esempio fare un bonifico nel circuito italiano ha un costo diverso da uno per il circuito americano.

Per valutare che conto aprire devi anche tener conto degli oneri attivi (quelli calcolati sulla base della liquidità che hai depositato in banca e che la banca ti eroga a fine trimestre) e degli oneri passivi (quelli calcolati in base allo scoperto, cioè se il tuo conto va “in rosso”). I tassi sono molto diversi da banca a banca, perciò è di per sé un buon criterio per la scelta (soprattutto se hai molti risparmi da depositare).

Ora che sai come muoverti e come valutare, avventurati in questo mondo. Ancora due consigli preziosi. Primo: confronta le condizioni delle banche che ti interessano utilizzando un foglio di calcolo come ad esempio un excel, così avrai un quadro della situazione più chiaro per fare le tue valutazioni finali. Secondo: non credere che le condizioni di tasso rimarranno inalterate nel corso del tempo; almeno ogni semestre ricontrollale e fai un confronto con le tre migliori banche individuate nella scrematura di partenza. Non si sa mai.

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