Obesità infantile, ciccio bello 

Il 20 per cento dei bambini tra i 6 e i 36 mesi è in sovrappeso. A dirlo sono i pediatri italiani intervistati nell'ultima indagine dell'Istituto di ricerca Eurisko. Un problema che, secondo i medici, può avere ricadute anche gravi sulla salute e sulla crescita dei piccoli. Ecco perché e cosa fare

di Silvia Calvi  - 11 Novembre 2010
 

Tondi come piccoli buddha, con le guanciotte, i rotoli di ciccia sulle cosce. Per la gran parte di noi mamme, i bambini così sono il ritratto della salute.
Invece è vero il contrario: se il bebè pesa troppo, con l’aiuto del pediatra bisogna correggere il tiro. «Troppa ciccia, oltre a creare problemi allo sviluppo della deambulazione, incrementa i valori dell’insulina (per tenere sotto controllo i livelli di zuccheri nel sangue) e favorisce una ritenzione di sodio che, a lungo andare, può portare all’ipertensione arteriosa» spiega Claudio Maffeis, professore associato di pediatria all’Università di Verona. «In più, l’aumento dei grassi affatica i vasi sanguigni». Non solo. In un caso su due, un bebè in sovrappeso sarà un bambino grasso e, facilmente, un adulto obeso.

I primi mesi «Un neonato viene al mondo con un fisico più o meno robusto» continua Claudio Maffeis. «Dipende dal dna, ma anche da quanti chili ha messo su la mamma in gravidanza, se ha mantenuto nella norma i valori degli zuccheri nel sangue e non ha fatto diete squilibrate. Dopo la nascita, invece, conta il tipo di latte. Il migliore è il materno, perfettamente calibrato alle necessità di crescita del piccolo. Mentre, come prescrivono sia l’Accademia americana di pediatria sia la Società italiana di pediatria, fino al primo anno di vita è da evitare il latte vaccino, molto meno digeribile e non adeguato».

Lo svezzamento «Le ultime ricerche dicono che una delle cause del sovrappeso è lo svezzamento precoce» spiega Margherita Caroli, direttore dell’Unità operativa di nutrizione Asl di Brindisi e presidente dell’European childhood obesity group. «La regola è di non cominciare prima dei 4 mesi di vita né dopo il sesto. E di non esagerare con le proteine. Il bambino le assume già con il latte e, prima della carne, meglio puntare sui legumi, ottimi nutrienti».

Verso i 12 mesi Con lo svezzamento, in genere, il piccolo prende a gattonare, rotolare, lanciare oggetti. In una parola: scopre la sua forza. «Ma se le ossa, a 7-8 mesi, sono fatte per reggere 10 chili e il bambino ne pesa 13 (cioè, ben il 30 per cento in più), avrà più difficoltà nei movimenti, si tancherà. E le sue abilità motorie si svilupperanno con ritardo» continua Margherita Caroli. «Per questo aiuta far muovere i bambini il più possibile. In casa, creando percorsi con ostacoli e tunnel, ma anche fuori: stare all’aperto rinforza i muscoli e le difese immunitarie».

Da 1 a 2 anni A questa età si fissano le abitudini: mangiare o no fuori pasto, eccedere o meno con i dolci o le bevande zuccherate, fare attività fisica o saltarla. «La regolarità dei pasti, negli orari e nella qualità, è fondamentale per monitorare le calorie» continua Margherita Caroli. Ma conta anche il clima del momento dei pasti. «Lasciare che i bambini mangino davanti alla tele o permettere che non stiano seduti a tavola, con il risultato di rincorrerli per casa con il piatto, sono due errori da evitare. Come insistere perché il piccolo mangi tutto: i genitori decidono la qualità del cibo, il bambino la quantità. Se non sono forzati o distratti, i bambini sanno regolarsi da soli» conclude l’esperta.
In vista del terzo compleanno Un’altra causa di sovrappeso? La carenza di sonno. «Dipende da un delicato problema di secrezione ormonale: se il bambino non riposa abbastanza o va a dormire molto tardi, il suo metabolismo ne risente» continua Margherita Caroli. «A due o tre anni dovrebbe riposare 11 ore filate, dalle 8 di sera alle 7 del mattino»

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