Vacanze con i bambini: tanti consigli utili

di Silvia Calvi  -  09/07/2010

Finalmente si parte! Ma viaggiare con i figli non è solo rose e fiori. Ecco come cavarsela, coi consigli dell'esperto

Vacanze con i bambini: tanti consigli utili Finalmente si parte! Ma viaggiare con i figli non è solo rose e fiori. Ecco come cavarsela, coi consigli dell'esperto 197591
    • Bambini in vacanza

    «Papà,quanto manca? Quando arriviamo?».Già dopo 20 minuti d’auto, scatta il tormentone. E se, poi, c’è coda in autostrada? Alzi la mano chi non ha mai pensato, almeno una volta, di fare inversione!

    È che i piccoli,ammettiamolo,sembrano avere un vero talento per rendere faticose le vacanze a noi grandi.
    Quando, per esempio, non giocano per conto loro e chiedono continuamente attenzione. «È normale, fino ai 10 anni il massimo desiderio di un bambino è di stare con mamma e papà, più che con i coetanei» spiega Daniele Novara, pedagogista e consulente pedagogico per genitori .«Per non farsi fagocitare, quindi, è importante mettere dei paletti».
    Ecco, a seconda dei casi, i consigli dell’esperto.
    Utili per godere del tempo con i figli ma anche del meritato riposo dopo un anno di lavoro.

    Non vuole mai dormire!
    In vacanza, mandarlo a letto è un’impresa. È arzillissimo, capriccioso e proprio non ne vuole sapere. Così, alla fine, si addormenta sempre più tardi, magari nel lettone.
    La strategia: Anche d’estate vanno mantenuti i soliti orari per la nanna, con qualche piccolo margine “extra” perché le giornate
    sono più lunghe.Stabilita la regola dell’orario, i genitori non devono transigere: il bambino, dopo aver protestato,si adatterà.
    Attenzione: se si va in vacanza con altre famiglie,è importante che, su questo, ci sia accordo tra tutti i genitori.
    Pretendere che solo il proprio figlio rispetti l’orario, sarebbe impossibile.

    Va a caccia di guai!
    Tuffi azzardati, corse a bordo piscina, oggetti pericolosi infilati in bocca o fughe in spiaggia:
    se il piccolo è scatenato, non lo si può perdere di vista un secondo. E addio relax!
    La strategia Ogni bambino ha un diverso senso del pericolo. L’età più critica? In genere,i 2 anni. Quando il piccolo sa fare molte cose ma non è ancora consapevole dei rischi.
    Nel frattempo, l’ideale è creare una sorta di “vigilanza collettiva”, cercando la collaborazione
    di altre amiche mamme.
    Così si potrà almeno nuotare tranquille.

    Dice no a raffica!
    «Mettiti i sandali»; «Vieni qui che ti spalmo la crema solare»; «Raccogli il tuo secchiello» E
    la risposta è sempre: «No!». Così si è costretti a negoziazioni infinite e sfibranti.
    La strategia Non viviamo più, come un tempo, in una società basata sull’autoritarismo.
    E,come tutti,anche i bambini non amano i comandi,di fronte ai quali reagiscono con un «No» continuo.
    Perché possano imparare i comportamenti corretti, quindi, i genitori devono puntare sulle regole,che non sono ordini ma indicazioni.Per esempio,prima di andare in spiaggia, si spiega al piccolo che c’è la regola della crema solare.
    Quando sarà il momento, verrà lui stesso a farsela spalmare.

    Sta sempre appiccicato
    Papà e (soprattutto) mamma non possono fare un passo senza che il piccolo non sia attaccato
    come un’ombra. Di giocare con gli altri bambini non se ne parla e di andare con le animatrici dello
    spazio “baby” non ne vuole sapere.
    La strategia Evitare le frasi come:«Ma non ti stufi di stare con la mamma?»; «Dai, vai a giocare con gli altri bambini!». Lui le interpreterebbe come un rifiuto. Il risultato?

    Più un bambino si sente respinto, più si appiccica. Si tratta di una fase, basta accettarla con tanta
    pazienza, dandosi il cambio tra genitori.

    Diventa un vero tiranno!
    Nelle località di vacanza le tentazioni, si sa, sono infinite: bancarelle, gelaterie, giostre e gonfiabili.
    Così è facile che il bambino, per ottenere ciò che vuole, faccia scene terribili.
    La strategia Bisogna stabilire regole chiare. Per esempio: sulla giostra non si fanno più di tre giri, il gelato si prende una sera sì e l’altra no e così via.Poi, però, occorre essere fermi:i bambini sono bravi ad approfittare di eventuali sensi di colpa dei genitori.
    Ma se capiscono che “non ce n’è”,si adattano.

    E poi chi l’ha detto che le vacanze debbano essere un “divertimentificio” continuo? Potrebbero anche essere l’occasione per godere della bellezza della natura. Con ritrovata semplicità.

    © Riproduzione riservata

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