A quattro anni va già in kinderheim 

Ci sono organizzazioni che portano in vacanza anche i bimbi più piccoli. E i genitori si chiedono se è un'opportunità da sfruttare

di Flora Casalinuovo  - 13 Maggio 2009

I nonni non ci sono e i genitori devono lavorare. Anche quest'estate bisognerà pensare a una soluzione per il cucciolo della famiglia. Certo, sarebbe una bella idea mandarlo in vacanza in un kinderheim, al mare o in montagna. Ma è così piccolo! D'altra parte è vero che ormai ci sono case-vacanze che organizzano soggiorni anche per i bambini che ancora vanno all'asilo. E che le prenotazioni partono proprio ora.

"L'età ideale per mandarlo al kinderheim è sui cinque anni" spiega Francesca Zannoni, pedagogista clinica delle Federazione italiana pedagogisti. "Alla fine della scuola materna è abituato a stare tutto il giorno con la maestra e i compagni. Quindi, ha le risorse interiori per affrontare la vacanza da solo. I più indipendenti possono fare la prima esperienza a 4 anni". Ecco tre domande chiare per capire se famiglie e bambini sono pronti.

Sei serena se lui non c'è?

Un bimbo parte sereno ed entusiasta solo se vede mamma e papà tranquilli. Quindi, prima di qualsiasi decisione, è sempre bene chiedersi: "Riesco a stare senza mio figlio?". Difficile dare una risposta a priori. "Per verificare le nostre reazioni, bisognerebbe affidare ogni tanto il piccolo a qualcun altro" dice l'esperta. "Per esempio, lasciandolo il sabato a dormire dai nonni. Se si vive queste scelte senza ansia o sensi di colpa, significa che si è pronti a mandare un figlio in un kinderheim".

È abbastanza autonomo?

"Quando il piccolo ha ancora bisogno del biberon per addormentarsi o fa la pipì a letto è meglio aspettare, anche per non metterlo in imbarazzo davanti agli altri" spiega la pedagogista. "Bisogna poi valutare se ha già passato qualche giornata senza i genitori e come ha reagito quando ha dormito fuori. È andato tutto bene? Vuol dire che il bimbo è ormai capace di adattarsi a situazioni nuove. Anzi, la prima vacanza da solo lo riempirà d'orgoglio e fiducia in sé". Ma se si vuole avere un'altra rassicurazione, basta osservarlo quando gioca con gli amici o è in palestra: se riesce a rispettare le regole e le indicazioni dell'istruttore è pronto a fare le valigie.

Si sentirà protetto?

"Nel kinderheim un bambino deve sentirsi come a casa, coccolato, soprattutto se è così piccolo" spiega Guido Cominelli, presidente dell'Associazione kinderheim italiani. "Quindi, nella scelta della struttura l'atmosfera che si respira è l'aspetto più importante. Giusto controllare che ci siano arredi su misura per i bambini, sale giochi e spazi comuni, ma andrei oltre. Ciò che conta veramente è che il kinderheim accolga un numero limitato di ospiti e che ci sia un insegnante ogni cinque o sei  bambini, in modo che ciascuno possa essere seguito con attenzione". Proprio come se ci fosse la sua mamma.

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