Analisi di un gioco: la palla 

di Isabella Fava  - 15 Aprile 2010
Tag: bambini, giochi

La palla? Datela a un bambino e vedrete meraviglie.

La toccherà, calcerà, rotolerà inventando mille giochi.

Eppure la palla è il giocattolo più semplice del mondo.

Ma anche il più vario. E, a seconda dell'età, ha diversi significati. Eccoli.

Dai 9 mesi ai 2 anni «Nei piccolissimi la palla è scoperta del proprio corpo» dice Andrea Pittau, psicologo dell'età evolutiva. «Giocando con palloni di varie misure, materiali e colori il bambino impara a sentire attraverso le mani e i piedi stimolando la sua coordinazione motoria».

Dai 2 ai 5 anni A questa età la palla esiste in relazione allo spazio di gioco.

«Il bambino scopre il rotolare, le salite e le discese. Studia il rimbalzo, le traiettorie possibili. E inizia a interagire con gli altri, anche se in modo egocentrico».

Dai 5 anni in su Per il bambino "grande" la palla ha una connotazione sociale. Ci gioca in gruppo, creando rapporti di collaborazione e opposizione. Spesso diventa sport. Ma attenzione, dice Pittau: «Prima del calcio o della pallavolo, che hanno regole rigide, è importante che i ragazzi sperimentino la palla come divertimento».

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