Brividi d'alta quota 

Ma davvero qualcuno è salito fino in cima? Ai bambini sembrerà incredibile che questi giganti possano essere scalati. Il fascino della montagna inizia così. E prosegue, passo
dopo passo, per ammirare la neve anche ad agosto o guardare le stelle a 3.000 metri

di Annalisa Piersigilli  - 13 Giugno 2008

Un triangolo, magari con la vetta circondata da qualche nuvola, e alla base una valle verdeggiante. I bambini disegnano così le montagne. Ma l'ambiente alpino, e lo scopriranno in vacanza, offre molto di più. Soprattutto d'estate, quando la natura esplode in una tavolozza di colori.

«La forza di questi luoghi sta nella loro emozionante semplicità, che offre molti spunti per volare con la fantasia. A ogni angolo, c'è una sorpresa. Un torrente da attraversare a piedi nudi o un masso enorme su cui arrampicarsi»

racconta Nives Meroi, la più famosa alpinista italiana, che ha scalato 10 dei 14 Ottomila della terra.  E poi, quando si sale, cambia il punto di vista. Ad alta quota lo sguardo non ha confini, le prospettive sono infinite. Il corso di un fiume, con le sue anse, è più affascinante dall'alto.

«Quando i bambini sono stanchi, basta una fiaba sugli gnomi dei boschi o qualche appostamento dietro un cespuglio in attesa di uno scoiattolo per stuzzicare la loro curiosità e stimolarli ad andare avanti» consiglia Anna Monari, guida alpina ad Alagna, in Valsesia. Con queste due accompagnatrici d'eccezione, partiamo per conoscere meglio le montagne italiane più affascinanti. Per i bambini, sarà amore a prima vista!

Lo spettacolo delle Dolomiti

È la Marmolada che, al tramonto o all'alba, quando le pareti di roccia quasi per magia diventano rosate, è al massimo del suo splendore (informazioni: tel. 0437722277, www.marmolada.com). Raccontate ai bambini che, con i suoi 3.343 metri, è la cima più alta delle Dolomiti e l'unica ad avere un ghiacciaio ancora esteso. Questo gioiello, che brilla come un diamante sotto i raggi del sole, si trova sul versante nord e si vede bene dal lago di Fedaia. Anche la parete sud è spettacolare. Per ammirarla in tutta la sua bellezza, l'ideale è raggiungere il rifugio Falier (2.074 metri). Ci si arriva con una camminata di due ore a passo lento partendo da Malga Ciapela.

Una volta sul posto, si possono fare tanti giochi. Per esempio, osservare con un binocolo l'imponente muro di roccia. I bambini si divertiranno a esplorare con questo strumento la cresta frastagliata. O a cercare di individuare qualche coraggioso scalatore che, microscopico alla vista, si arrampica sulla parete grigia. Per dormire c'è l'Hotel Principe Marmolada (tel. 800900240, www.giemme hotels.com) a Malga Ciapela: una notte in doppia con la mezza pensione costa da 48 euro per gli adulti e 24 euro per i bambini da 3 a 12 anni (gratis da 0 a 3, con miniclub, corsi di nuoto e tennis, escursioni ai rifugi organizzate dallo staff di animazione Samarcanda).

La maestosità del Cervino

Sono vicini, ma diversi. Il Monte Rosa è in realtà una catena con più di 10 vette che superano i 4.000 metri. Il Cervino se ne sta solitario e roccioso, spruzzato di bianco (lassù la neve non si scioglie mai). Ma se guardiamo queste vette dalla località svizzera di Zermatt (informazioni: tel. 004127966 8100, www.zermatt.ch/i/) è come se facessero parte della stessa famiglia. Qui il Cervino sovrasta il piccolo paese svizzero in tutta la sua maestosità. Anche il versante nord del Monte Rosa fa capolino, ma per vederlo meglio bisogna salire a bordo del trenino elettrico del Gornergrat.

Durante i 43 minuti di viaggio i bambini con il viso incollato al finestrino vedranno il Cervino, man mano che si sale, diventare più imponente, mentre Zermatt sembrerà un paese in miniatura. E perché non provare l'esperienza di cenare o dormire nell'albergo più alto delle Alpi? A 3.100 metri c'è il Kulmhotel Gornergrat (tel. 0041279666400): sotto una delle sue cupole argentate c'è addirittura un osservatorio per guardare le stelle (doppia da 190 euro). Più vicino di così, non si può.

Le vertigini del Gran Sasso

Dalla Svizzera all'Appennino, dove svetta il Gran Sasso. Le sue tre cime, immerse nel parco naturale del Gran Sasso e dei Monti della Laga (tel. 08622146, www.gransassolagapark.it), si stagliano sullo sterminato pascolo di Campo Imperatore. Dal basso, stare di fronte alle sue pareti vertiginose fa sentire piccoli come formiche. Ma, come dicevamo, in montagna le prospettive sono sempre più di una. Basta dirigersi verso il Vallone delle Cornacchie, dove a 2.433 metri si trova il rifugio Franchetti (tel. 0861959634, www.rifugiofranchetti.it) che si raggiunge con un'oretta di cammino, dopo un tratto in seggiovia fino a Prati di Tivo.

Qui sembra quasi di toccare la vetta più alta del Gran Sasso, il Corno Grande, e si può  anche passare la notte al rifugio (40 euro a persona con cena e prima colazione) in stanze piccole ma accoglienti, tutte in legno. Gli animali vivono più in basso, dove faggi e abeti si distendono a perdita d'occhio. Chi vuole scovarne le tracce può rivolgersi alle guide del posto (informazioni: tel. 086 3912760, www.ecotur.org  ). Qui vivono l'orso bruno marsicano, il lupo appenninico e anche il camoscio d'Abruzzo.

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