Creme solari per i bambini: come usarle bene? 

Tra castelli di sabbia, tuffi in mare e spruzzi d'acqua i bambini in spiaggia non stanno mai fermi. Per proteggerli dal sole ci vogliono tanti piccoli trucchi. Da mettere in pratica per tutta la giornata

di Laura D'Orsi  - 15 Luglio 2009

Una giornata in riva al mare è un'occasione speciale per far fare il pieno di luce ed energia ai bambini. Naturalmente, con le dovute precauzioni. «La pelle dei piccoli, infatti, è più sottile di quella degli adulti, ha poche difese e produce meno melanina, il pigmento che la ripara dai raggi Uv» dice la dermatologa Magda Belmontesi. Ecco tutti i consigli per proteggerla con il solare su misura.

Ore 9

Arrivati in spiaggia, i bimbi non vogliono perdere tempo a farsi applicare la crema. «Meglio metterla prima a casa. Anche perché i solari sono più efficaci se applicati almeno 20 minuti prima dell'esposizione» suggerisce la dermatologa. Il fattore di protezione non deve mai essere inferiore a 25, anche per i bambini con la pelle scura. Inoltre, la crema deve contenere dei filtri sia contro i raggi UvB, che causano scottature ed eritemi, sia per quelli UvA, meno violenti ma più penetranti.

Ore 10

I giochi sulla sabbia e il sudore: basta poco per fare andare via la crema. Come comportarsi? «Sicuramente l'applicazione va ripetuta ogni volta che il bambino esce dall'acqua, anche se il solare è waterproof, e comunque almeno ogni due ore» consiglia l'esperta.

Ore 11

Per vivere il mare in totale sicurezza, prima che il bambino si immerga è meglio mettergli una crema anti-medusa, in grado di neutralizzare l'effetto urticante dei suoi tentacoli. «Sono prodotti contengono la stessa sostanza utilizzata dal pesce pagliaccio per proteggersi dalle meduse» dice la dottoressa. Alcuni test hanno dimostrato che questi cosmetici riducono fino all'85 per cento il rischio di irritazioni.

Ore 15

ll momento di maggiore irradiazione va dalle 11 alle 15: in questa fascia oraria il sole emette il 50 per cento dei raggi ultravioletti di un'intera giornata. Ecco perché una pausa è fondamentale. Una volta tornati in spiaggia, però, oltre al normale solare per il corpo, bisogna proteggere con particolare attenzione le zone più delicate del viso come il naso, gli zigomi, le orecchie, le palpebre e le labbra. L'ideale è usare uno stick a schermo totale, che si può mettere anche in altri punti a rischio, come eventuali cicatrici o nei.

Ore 16

A quest'ora la pelle del bambino sarà già dorata e avrà accumulato un'abbondante dose di raggi solari. È indispensabile non abbassare la guardia, perché il rischio scottature è più che mai elevato anche a metà pomeriggio. «Per far sì che il momento della crema diventi un gioco, si possono usare i solari colorati, che vanno spalmati di nuovo non appena sbiadiscono» consiglia la dermatologa.

Ore 17

La giornata di sole sta per concludersi. Per non esagerare con l'esposizione, l'ideale è fare indossare al bambino maglietta e cappellino. Oppure applicare un filtro alto in modo da limitare al massimo l'azione dei raggi solari. «Quello che ci vuole è un prodotto per pelli sensibili, perché la cute sarà certamente irritata dopo tante ore» dice la dottoressa Belmontesi. In questo caso è meglio scegliere un prodotto idratante ed emolliente, a base di estratti vegetali come la calendula, che ha anche un effetto lenitivo e antirossore.

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