Quando lo sport ti tira fuori l’energia giusta  

Lo sport trasmette valori, dà forza e insegna il coraggio. Aiuta ad affrontare le difficoltà della vita.La giovanissima campionessa italiana 2011-2012 di Hobbie Cat youth, Federica Zizzari, ci racconta la sua passione per la vela.

 - 03 Novembre 2011

Adolescenza, un’età difficile per noi e per loro. In nostri ragazzi si sentono spesso incompresi e sono messi alla prova. Vogliono scoprire tutto e devono imparare a scegliere. Scoprono l’amore, cercano il sesso che però spesso non sanno bene cosa sia. Noi forse li capiamo poco perché ci dimentichiamo quello che siamo stati e ricordiamo solo i pericoli scampati.

Spesso lo sport, soprattutto a livello agonistico, diventa un valido sostegno, per noi e per loro: motivazioni forti, emozioni forti e sane, che aiutano a restare nei binari giusti, a non perdersi tra alcool, spinelli e sballi di vario genere ma a lottare, a faticare e a tenere duro per ottenere un risultato.

Abbiamo intervistato per voi Federica Zizzari, diciassette anni, campionessa italiana di Hobbie cat youth 2011-2012, già vice-campionessa europea 2011.

Fisico slanciato, viso solare e sbarazzino, brillante studentessa al liceo classico, Federica ha cominciato a fare vela dall’età di dieci anni, e da allora ha dedicato quasi tutto il suo tempo libero alla sua passione, il catamarano.

Federica, i ragazzi della tua età, in genere il sabato e la domenica, escono e vanno alle feste. Tu, invece, ormai da anni, passi il tuo tempo libero a gareggiare e ad allenarti. Ti sembra di aver sacrificato qualcosa? Niente alcol, no spinelli, in gara bisogna essere sempre in forma perfetta…

In genere, passo il sabato pomeriggio a studiare e la domenica mi alleno per prepararmi alle gare. Quando posso, però, mi alleno anche il sabato.

La barca a vela mi ha aiutata nella vita perché ho dovuto superare molti problemi. D’ inverno si muore di freddo, c’è molta sofferenza. Mi ha aiutata a superare problemi che magari prima mi parevano insormontabili.

La competizione mi ha aiutata molto perché ti tira fuori molte cose, un sacco di sentimenti. Vedo molti coetanei che definirei “persone mosce” che non fanno niente e non si sanno adattare alle situazioni. Se a noi della squadra dicono: “andate due settimane in tenda”, noi ci andiamo senza farci problemi. Abbiamo imparato tanto.

E l’amore, i fidanzati, come li hai conciliati con la passione per la vela?

Adesso sono fidanzata con il mio timoniere ed è tutto più facile. Prima era un po’ complicato. La sera uscivo presto ma senza far tardi, un po’ mi ha pesato. All’inizio è stata dura, devo ammetterlo. Un anno ho anche smesso di fare vela, poi ho scoperto il catamarano ed è tornata la passione.

A dispetto di quanto si pensi comunemente, in barca a vela ci si allena molto d’inverno, con la muta, quando fa freddo e tira vento. E meno d’estate. Hai mai pensato di mollare e di fare come tanti tuoi coetanei ?

Ci ho pensato un anno quando ancora non facevo catamarano ma solo deriva. Allora mi sembrava tutto troppo faticoso. Da quando ho conosciuto il mio allenatore e la mia squadra non ho più pensato neanche per un attimo di smettere.  

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