Ha detto una bugia, va sgridato. Dipende 

di Maria Adele De Francisci  - 22 Maggio 2010

Ha mangiato la torta anche se gli avevate detto di non toccarla.

La sua bocca è sporca di briciole ma si ostina a dire: «Non sono stato io!». Chi ha un bambino di due o tre anni è abituato a scene come questa.

E si chiede: devo sgridarlo? Risponde Monica Tognoni, autrice di Perché i bambini dicono le bugie? (Giunti).

«È fondamentale che sin da piccolo capisca l'importanza di non tradire la fiducia degli altri», dice Tognoni. «Per questo è utile parlarne con lui, senza alzare troppo i toni, e stabilire insieme delle regole. Per esempio, ogni volta che dirà una bugia non guarderà il suo programma preferito in tv. Così sarà più responsabile, dando un valore positivo alla sincerità».

Mai sgridarlo etichettandolo come "bugiardo", non capirebbe il perché di tanta rabbia. Non dimentichiamo che, a questa età, un bambino ancora non conosce il concetto di onestà e spesso confonde la realtà con la sua immaginazione. Inoltre, spesso i piccoli mentono per non deludere le aspettative degli altri: un'arrabbiatura sarebbe solo controproducente.

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