Influenza A, come proteggere i più piccoli 

Si parla di chiusura delle scuole e cresce l'allarmismo: qui trovi tutte informazioni importanti per non lasciarsi prendere dal panico (e magari prendere farmaci antivirali come "prevenzione", una mossa errata e addirittura pericolosa!)

di Silvia Calvi  - 31 Agosto 2009

Dopo Messico, Inghilterra e Stati Uniti, l'influenza A (H1N1), inizialmente detta suina, è arrivata anche in Italia. In seguito all'allerta dell'Oms (Organizzazione mondiale della sanità) i ministeri della Salute di tutti i Paesi hanno così preso delle contromisure. Dalla chiusura delle scuole ai rischi di mortalità, però, sull'argomento si è creata molta confusione. Per fare chiarezza, abbiamo chiesto a Fabrizio Pregliasco, virologo dell'Università di Milano, di spiegare, punto per punto, quali rischi corrono davvero i nostri bambini. E le precauzioni da prendere per proteggerli.

1. Tanta paura (quasi) per nulla

«Per prima cosa, è bene chiarire che si tratta di una malattia da non guardare in modo diverso rispetto alla tradizionale influenza invernale» spiega l'esperto. «Anzi, nel caso della A le complicanze sono inferiori: chi si ammala, guarisce in quattro-cinque giorni. E, se non intervengono altri problemi, si può curare stando a riposo e prendendo i normali farmaci antipiretici da banco. È vero però che si tratta di un virus molto contagioso. A creare agitazione, infatti, è la possibilità che metta a letto un gran numero di persone allo stesso tempo».

Tanto che, per prevenire un contagio "di massa", c'è chi in Europa propone di chiudere le scuole. «Sono decisioni da valutare con attenzione» continua Fabrizio Pregliasco. «Tenere a casa i bambini potrebbe rallentare l'epidemia, non fermarla. E, allo stesso tempo, creerebbe altri tipi di problemi. Da quelli pratici, per le famiglie in cui entrambi i genitori lavorano, a quelli sull'andamento dell'anno scolastico: non è pensabile chiudere le aule per mesi».

2. Come stoppare il contagio

Quali sono, allora, le contromisure che tutte le famiglie dovrebbero adottare per limitare i rischi di contagio? «È dimostrato che le probabilità di prendere l'influenza diminuiscono molto se si insegna ai bambini a lavarsi bene e di frequente le mani, con sapone e acqua tiepida. Soprattutto prima dei pasti, al ritorno da scuola, dopo un pomeriggio al parco o in palestra. In più, mamma e papà dovrebbero proteggere i piccoli dagli sbalzi di temperatura ed evitare di portarli in luoghi troppo affollati».

3. I farmaci da prendere

Nelle scorse settimane, molti genitori sono corsi in farmacia. E, con qualche escamotage, si sono procurati gli antivirali anche senza ricetta. «I medicinali da usare contro l'influenza A sono due: Tamiflu e Relenza» spiega Pregliasco. «Da acquistare solo con la prescrizione del medico. Prenderli in modo indiscriminato per prevenire l'influenza, infatti, non ha senso. E potrebbe addirittura causare una resistenza del virus, come accade, nel caso dei batteri, con gli antibiotici. Infatti, il loro uso eccessivo, e inadeguato, in medicina, veterinaria e agricoltura ha portato a un aumento della frequenza dei microrganismi resistenti ai farmaci. Il medico, quindi, dovrebbe prescrivere gli antivirali solamente se ai classici sintomi (febbre alta e malessere generale) si associano tosse e dolore ai bronchi, perché sono le complicazioni respiratorie a fare la differenza. Al massimo, a scopo preventivo, possono usare questi farmaci i familiari di un bambino che si è ammalato».

4. Vaccinazione: chi sì, chi no

Si va verso la brutta stagione, periodo già critico per i bronchi dei nostri figli. Ecco perché molte famiglie pensano di sottoporre i bambini al vaccino. «Quest'autunno dovremo affrontare due epidemie. E, infatti, ci saranno due campagne di vaccinazione: a metà ottobre la prima, contro la normale influenza invernale, che protegge da tre ceppi di virus. L'altra per proteggersi dall'influenza di tipo A» spiega Fabrizio Pregliasco.

«Questo secondo vaccino, però, sarà disponibile, nelle Asl, in due scaglioni. Inizialmente, potranno sottoporsi alla vaccinazione solo i medici, gli infermieri e i soggetti a rischio, come i malati cronici o gli asmatici, inclusi i minori. Poi, verso gennaio, saranno vaccinati i bambini e i ragazzi dai 2 ai 27 anni. Cioè la fascia d'età più colpita dal contagio perché è quella che trascorre maggior tempo in comunità (asili e scuole) e viaggia di frequente. I genitori e i nonni, invece, rischiano meno perché potrebbero essere immunizzati da un'epidemia di H1N1 che, nel nostro Paese, c'è stata negli anni Settanta».

Mamme e papà, però, si chiedono se per i bambini, già sottoposti ai cicli di vaccini contro le malattie dell'infanzia, questa profilassi potrebbe avere degli effetti collaterali. «No, se non gli stessi di tutti i vaccini antinfluenzali» conclude l'esperto. «E, cioè, febbre nell'1 per cento dei casi e malessere generale nel 10 per cento. Nessun sintomo, invece, per tutti gli altri».

Non esistono farmaci per prevenire l'influenza: leggi i consigli del farmacista

 

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